Veneto

Cocktail di vaccini, ok dei medici

Dopo lo stop disposto dal Comitato tecnico-scientifico ai richiami con dosi di AstraZeneca agli under 60, arrivano le rassicurazioni da parte dei medici: i “cocktail di vaccini”, come sono stati ribattezzati, sono già stati sperimentati con buoni risultati. Il timore, da parte di quanti riceveranno un richiamo di Pfizer o Moderna dopo la prima somministrazione del vaccino di Oxford, è sfociato in diverse defezioni. Ma, dopo il diktat istituzionale, adesso arriva il parere esperto e, soprattutto, rassicurante dell’Ordine dei medici, per cercare di porre un argine alle comprensibili perplessità. «Vaccini a mRNA (come Pfizer e Moderna) e vaccini a vettore virale (come AstraZeneca) danno origine a uno stesso tipo di stimolo della risposta immunitaria. Varia semplicemente il mezzo, ma lo scopo è il medesimo, quindi non cambia nulla».

Crisarà

E’ la risposta a stampo scientifico di Domenico Crisarà, presidente padovano dell’Ordine dei medici. «L’obiettivo di questi diversi tipi di vaccino consiste sempre nello stimolare una risposta immunitaria. Una stimolazione che, per quanti riceveranno il richiamo di Pfizer e Moderna, è già iniziata diverse settimane fa, con la somministrazione della prima dose di AstraZeneca. Aifa, Cts ed Ema hanno visto che gli incroci di vaccini non creano problemi; anzi, in alcuni casi portano a un aumento della protezione».

I dati scientifici

Il punto è questo: il “cocktail di vaccini” – prima dose di AstraZeneca e seconda di Pfizer o Moderna – non è una sperimentazione introdotta improvvisamente, ma poggia sui dati ricavati da studi già condotti. «A Londra, questi studi risalgono a diversi mesi fa. Ci sono persone a cui sono state somministrate prime dosi di un vaccino e richiamo di un altro tipo. La risposta anticorpale e gli altri dati emersi erano buoni» spiega Giovanni Leoni, presidente veneziano dell’Ordine dei medici. Del resto, la medicina è una scienza empirica, il cui progredire si basa anche sui dati forniti dall’esperienza. «La scienza avanza anche a partire dalle evidenze e questo comporta che ci possano essere delle modifiche sulle decisioni prese in precedenza» prosegue Leoni, «Secondo me, bisogna accantonare le polemiche e concentrarsi unicamente sui risultati tangibili della campagna vaccinale. Per questo è fondamentale continuare con le immunizzazioni, lasciando da parte i timori, consapevoli che il problema che ci attende per il futuro sarà rappresentato dalle varianti, ma allora ci saranno anche le varianti dei vaccini. È chiaro che, quando avvengono drammi come la morte della ragazza di Genova, si debbano riflettere, infatti sono concorde con la decisione presa dal Cts. Ma non bisogna dimenticare tutti i benefici che ha portato la vaccinazione di massa».

Chiude ancora Crisarà

E aggiunge Crisarà: «È importante fare chiarezza sulla morte della diciottenne di Genova. E precisare che si tratta di un episodio isolato, quindi le persone che hanno ricevuto il vaccino di AstraZeneca non hanno motivo di preoccuparsi. Inoltre, bisogna capire se questa ragazza presentava patologie di base. Condivido la decisione di sospendere in via precauzionale la seconda dose di AstraZeneca per gli under 60, ma non bisogna fare confusione. È fondamentale chiarire che i vaccini a vettore virale e a rna messaggero sono assolutamente compatibili».

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