Veneto

Come cambierà l’Italia

Il monitoraggio settimanale a cura dell’Iss dice che il malato è ancora grave, ma in lenta via di guarigione, con l’indice di contagiosità, l’Rt, che scende sotto il livello di allarme di uno, fermando l’asticella a 0, 91. E oramai sopra il valore di guardia sono soltanto 5 regioni: Calabria (1,06), Lazio (1,04), Molise (1,38), Toscana (1,01) e Veneto (1,13). Ma tutte le regioni, grazie proprio all’Rt basso, sono negli scenari 1 e 2, che le collocano nella fascia gialla, dove le misure sono più soft.

Il passaggio

Il meccanismo “a semaforo” prevede però che da rosso ad arancione e da questo a giallo si passi solo dopo due settimane di numeri degni della fascia inferiore di rischio e dopo un’altra settimana passata a verificare che i dati siano completi e attendibili per non promuovere chi magari è ancora messo male. In base al marchingegno già ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato l’ordinanza che da domani passa Valle d’Aosta, Campania, Toscana ed Alto Adige dalla zona rossa del semi lockdown a quella arancione, che di diverso dalla gialla ha soltanto bar e ristoranti chiusi anche di giorno e il divieto di spostamento dal proprio Comune. Dall’arancio al giallo domenica passano invece Emilia, Friuli, Marche, Puglia e Umbria. Domenica 13 dicembre sarà poi la volta di Basilicata, Lombardia, Piemonte e Calabria stingersi da arancio a giallo. Mentre l’unica regione rossa, l’Abruzzo, dovrà aspettare la domenica prima di Natale, quella del 20, prima di poter riaprire i negozi e poter finalmente far uscire liberamente di casa i suoi abitanti, passando alla meno severa fascia arancione.

Niente “libera tutti”

Che però non sia un liberi tutti lo dice il nuovo Dpcm, che dal 21 fino al 7 gennaio rinforza la zona gialla, impedendo comunque gli spostamenti oltre il proprio confine regionale. E lo conferma il monitoraggio di ieri, che fotografa la situazione dal 23 al 29 novembre. «Sebbene la pressione sui servizi sanitari sia ancora molto elevata – scrivono i curatori del Report – si osserva complessivamente un miglioramento dell’epidemia sul territorio nazionale». Anche se, aggiungono subito dopo, «l’incidenza rimane ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile». Perché è vero che il numero di contagi per 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni è si sceso da 706 casi a 590.

Intanto continuano i contagi

Ma i 24mila contagi rilevati ieri dal bollettino della protezione civile restano tanti. E anche se la pressione sugli ospedali è diminuita, soltanto Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia e Veneto non hanno le terapie intensive sovraccariche. Con questi numeri di base un cinepanettone di Natale sulla falsa riga di quello girato quest’estate ci porterebbe dritto a sbattere contro una terza ondata. Gli scienziati lo hanno spiegato a Conte, che per questo ha blindato il Natale.

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