Veneto

Conte tende la mano, il centrodestra rifiuta

«Mattarella chiami il premier Conte al Quirinale e gli spieghi bene cosa deve fare per mettere da parte egoismi e unire le risorse di tutti». Nel centrodestra suona come vuota e ipocrita l’indignazione della maggioranza sul rifiuto di Berlusconi, Salvini e Meloni di sedersi al tavolo di una cabina di regia con il governo. Gli appelli del presidente della Repubblica per mettere da parte «egoismi e partigianerie», spiegano fonti vicine al leader di Forza Italia, sono sempre ascoltati con «grandissima attenzione». Ma è il premier a prendere in giro l’opposizione. «Decidono da soli, sbagliano tutto, non arrivano preparati alla seconda ondata – dice Meloni – poi ci chiama per chiederci di mandare uno del partito a parlare con Speranza. Voglio tirarci dentro il loro fallimento, il loro disastro». È il senso della nota che sabato sera hanno scritto e firmato i tre leader del centrodestra dopo che da Palazzo Chigi era uscita una “velina” per far sapere che Conte aveva chiamato Berlusconi, Salvini e Meloni. E che presto ci sarebbe stato un incontro. «Peccato – spiega la leader di Fdi – che quello che ci ha detto al telefono lo avevamo appena letto sulle agenzie».

Le spaccature nel centrodestra

Insomma, per il centrodestra il premier è un «bluff». Anche il più disponibile della compagnia sembra aver perso la pazienza. In un’intervista a Libero il Cavaliere ha detto che «è inaccettabile che in una situazione così drammatica il governo non accetti il contributo costruttivo delle opposizioni. Se il governo avesse ascoltato non saremmo in questa situazione». E comunque per Berlusconi ora il lockdown totale sarebbe «un disastro» per l’economia, ma meglio che siano gli scienziati a indicare cosa fare. Su questo punto non la pensano allo stesso modo Salvini e Meloni: le valutazioni di medici e virologi vanno mediate dalle scelte della politica. Anche perché, sostiene, Salvini, immunologi e virologi si contraddicono e dicono tutto e il contrario di tutto.

Le regioni

Valutazioni diverse sulle misure da prendere anche tra i due massimi esponenti regionali. Il governatore lombardo Fontana non vuole misure restrittive localizzate, ma uniche e nazionali. Il collega veneto Zaia invece sostiene che un lockdown generalizzato non è sostenibile, non serve. Ad ogni modo, rimane il muro contro muro tra l’opposizione e il governo.

Il rapporto col governo

Il rapporto con il premier Conte non è mai decollato e non vale solo per Salvini che ha una storia peculiare con il premier per l’esperienza comune al governo. Anche Meloni e il più morbido Berlusconi si sentono presi in giro. «Che senso ha chiamarti per dirti che sta chiudendo. Questa è collaborazione? », si chiede Salvini e il pensiero va agli appelli del Quirinale. Allora, proporre una cabina di regia, con un rappresentante per partito insieme al ministro Speranza, viene considerato troppo poco e troppo tardi. Niente commissioni bicamerali, niente task force. «Una telefonata ogni tanto non è collaborazione. Comunque, c’è il Parlamento per discutere: lì sono depositate tutte le nostre proposte», ricorda Salvini. Il quale assicura i colonnelli che Berlusconi non farà passi falsi, non assumerà posizioni autonoma. «In questo periodo – ha confidato il capo leghista – sono riuscito a creare un ottimo clima nella coalizione».

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