Veneto

Covid, il Veneto apre le vaccinazioni degli over 60

Il Veneto ha aperto da ieri, lunedì 26 aprile 2021, le prenotazioni per i vaccini anti-Covid per le persone con più di 60 anni. Ci si potrà prenotare dalle ore 14 come sempre sul portale della Regione e delle Usl. I primi ultrasessantenni potranno ricevere la somministrazione a partire da giovedì. L’annuncio è stato dato dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia nel corso della consueta conferenza stampa sull’andamento della pandemia, dalla sede della protezione civile a Marghera.

La richiesta

«Abbiamo chiesto performance importanti – ha aggiunto Zaia – visto che arriverà un bel po’ di vaccini, circa 200 mila dosi. Restano aperte le agende dei vulnerabili, dei fragili e dei caregiver over 60. Faccio un appello agli over 70: prenotatevi, se non l’avete ancora fatto da casa potete rivolgervi a qualsiasi farmacia, oppure con il vicino di casa o un nipote o i carabinieri. Se ci arrivano più vaccini, apriremo le agende anche agli over 50 prima dell’estate», ha concluso.

Risposta secca

Interpellato dai giornalisti sulle critiche dell’opposizione, che l’ha definito “troppo morbido” con gli anziani che stanno rifiutando il vaccino, Zaia ha risposto a muso duro: «Stanno dicendo che la gente non si vaccina perché noi siamo morbidi. Ma se siamo quelli che vaccinano di più in Italia, chi andiamo a vaccinare, cani e gatti? Se siamo quelli che esauriscono di più i vaccini, di cosa stiamo parlando? Chi dovrei vaccinare – ha proseguito – io che ho cercato addirittura di comprarli e mi è stato detto dalle stesse persone che era immorale? Se li avessi presi, e se ci fossero stati, oggi avremmo chiuso le vaccinazioni dei veneti. La vaccinazione è volontaria, ognuno sceglie se farsela o no, perché siamo tutti artefici del nostro futuro. Dopodiché noi abbiamo messo nelle condizioni tutti i veneti, e lo rivendichiamo con orgoglio, di poter fare velocemente la vaccinazione. Stiamo facendo un bel lavoro, lo dice anche il commissario Figliuolo», ha concluso.

La scuola

«Per la scuola noi siamo semplicemente passati dal 50 al 70% in presenza. A parte un paio di criticità risolvibili tutto ha avuto un’evoluzione sostenibile». Lo ha riferito il presidente del veneto Luca Zaia. «I ragazzi – ha proseguito – sono quelli più sotto pressione per la scuola, per l’assembramento, per i viaggi, io dico loro fate attenzione. Clinicamente non rappresentano un’evidenza importante per l’ospedalizzazione, ma possono diventare vettori per i parenti», ha concluso.

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