Veneto

Covid in crescita

Grande preoccupazione per i contagi che continuano a crescere, occhi puntati sui dati – soprattutto su quelli dei ricoveri in ospedale che aumentano di nuovo – ma anche grande prudenza su quella stretta invocata, da giorni, da molti esponenti della comunità scientifica: Mario Draghi, spiegano, segue con la massima attenzione l’andamento dell’epidemia, e assieme al ministro della Salute, Roberto Speranza, monitora «costantemente» la situazione, pronto anche a intervenire «se i contagi andassero fuori controllo», ma con l’augurio che possano bastare i meccanismi definiti con l’ultimo Dpcm entrato in vigore venerdì scorso, anche grazie all’accelerazione della campagna vaccinale. Anzi, su questo il ministro della Salute diffonde un messaggio rassicurante: «Entro l’estate tutti quelli che lo vorranno potranno vaccinarsi». Ma da qui all’estate mancano ancora parecchi mesi, anche perché Speranza si riferisce alla fine della stagione calda, a settembre, e non certo all’inizio. E, nel frattempo, bisogna fare i conti con le varianti del virus, soprattutto quella inglese, che ormai da due-tre settimane stanno facendo risalire la curva dei contagi: ieri i nuovi casi sono stati 20.765, un numero alto per la domenica, che sconta sempre una flessione rispetto ai giorni feriali. Il tasso di contagiati sui tamponi fatti sale ancora – al 7,65% contro il 6,65% del giorno prima – e aumentano i ricoveri, sia nei reparti ordinari (+443) che nelle terapie intensive (+34). Allarma soprattutto il fatto che in ben nove regioni siano occupati da malati Covid oltre il 30% dei posti di terapia intensiva, soglia che rappresenta il campanello d’allarme. Unico elemento relativamente positivo è quello dei decessi, che ormai sfiorano i 100mila da inizio epidemia: ieri sono stati 207, sempre tantissimi in termini assoluti, ma di fatto il dato migliore da quattro mesi a questa parte, dopo quello registrato il 28 febbraio.

Il Cts

Come spiega uno degli esperti del Cts «è evidente che l’epidemia sta correndo, i dati sono preoccupanti e ormai sappiamo qual è la soluzione migliore: quando si dichiara “zona rossa” la curva decresce». Ma, ammette l’esperto, «il lockdown come quello dell’anno scorso è improponibile e, peraltro, l’andamento della curva dei decessi ci fa pensare che si comincino a vedere gli effetti delle vaccinazioni sugli over 80, le persone più fragili». Il sistema previsto dal Dpcm, spiega del resto una fonte di governo, prevede già una serie di automatismi, come quello sulla chiusura delle scuole oltre un certo tasso di contagio e il potere delle regioni di intervenire anche su singole realtà. Per questo si aspetta prima di valutare misure come l’anticipazione del coprifuoco dalle 22 alle 20 o addirittura alle 18. «Man mano che i contagi aumentano le regioni passano in zona rossa o arancione, dunque di fatto le restrizioni sono automatiche», è il ragionamento. Questo, ovviamente, non esclude che ci possano essere interventi già nei prossimi giorni in caso di ulteriore escalation. Già oggi passa in zona rossa la regione Campania e in arancione Friuli Venezia Giulia e Veneto.

Le regioni gialle

Di fatto, restano in giallo solo 5 regioni (Calabria, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta), più la Sardegna che è addirittura bianca. In pratica, se la curva procede come negli ultimi giorni, tra una settimana quasi tutta Italia rischia di essere rossa o arancione anche senza bisogno di nuove misure da parte del governo. Peraltro, la vice-presidente della Lombardia Letizia Moratti definisce «giusta» la «decisione del governo Draghi di accentrare (la cabina di regia sul Covid, ndr) rispetto ai territori». La scommessa è ora tutta sui vaccini e di questo potrebbero occuparsi di nuovo oggi Draghi con Speranza, la ministra per gli affari regionali Mariastella Gelmini, il Cts e il commissario per l’emergenza. La priorità è accelerare, dal primo aprile «aspettiamo l’arrivo di oltre 50 milioni di dosi, e puntiamo a raggiungere almeno metà della popolazione», sottolinea Speranza. Inoltre, a breve potrebbe esserci il via libera anche per la somministrazione di AstraZeneca agli over 65 e il ministro della Salute si dice anche «aperto» a valutare il vaccino russo Sputnik.

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