Veneto

Covid in Veneto, la situazione negli ospedali: «I nuovi ricoverati? I non vaccinati»

Variante Delta, vacanze, socialità – e assembramenti – senza troppe cautele: il cocktail per rimettere energia alla risalita dei contagi da Covid 19 è servito. Lo dicono i numeri, con i positivi che nel Padovano, come nel Veneto, già da qualche giorno stanno aumentando, seppur di poche unità. Presto e fin troppo pessimistico parlare dell’inizio di una nuova ondata della pandemia. Prendiamo una città simbolo: Padova. Con meno della metà dei padovani vaccinati e oltre 30 mila over 60 scoperti, c’è poco di che stare tranquilli. Il professor Andrea Vianello, direttore dell’Unità di Fisiopatologia respiratoria dell’Azienda Ospedale Università di Padova, in prima fila nella gestione dell’emergenza Covid alla guida della Terapia subintensiva, non ha toni allarmistici, eppure lo scenario che prefigura non esclude nubi all’orizzonte.

La situazione attuale

«Siamo in presenza di una variante, la Delta, che è più aggressiva e si diffonde velocemente, in molti frangenti il rispetto delle misure di prevenzione dei contagi lascia molto a desiderare e, infine, abbiamo ancora tantissime persone non vaccinate. Una ripresa anche significativa dei contagi è estremamente probabile che ci sarà, perché gli elementi per alimentarla ci sono tutti».

Rischio nuova ondata

«Non voglio essere allarmista, ma dobbiamo tenere presente lo scenario in cui ci stiamo muovendo e verso cui possiamo andare. La base della piramide, dove collochiamo i contagi, è destinata ad allargarsi, di conseguenza si allargherà la parte superiore dei casi sintomatici e più su ancora quella dei ricoveri. Ci sarà una percentuale minore di chi sviluppa forme gravi dell’infezione, ma in ogni caso più allarghiamo la base dei contagi, più aumenteremo i ricoveri».

I primi focolai “da rientro” vacanze

«I giovani devono vaccinarsi al più presto: non devono rinviare il vaccino per andare in vacanza, semmai il contrario. Anche se sono meno a rischio di sviluppare una forma sintomatica dell’infezione, sono sempre un veicolo di diffusione del virus che può colpire soggetti più fragili. E consideriamo che gli ultimi ingressi in Terapia intensiva sono di pazienti giovani, il pericolo non è escluso per nessuno».

Operatori sanitari No vax

«Una scelta inaccettabile la loro, non possono permettersi di mettere a rischio i pazienti. Hanno scelto di lavorare a fianco della scienza, non possono voltarle le spalle».

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