Veneto

Covid, nuovo piano vaccini Veneto

E’ iniziata con un ricordo dei 10.300 morti di Covid in Veneto, nella Giornata nazionale in memoria delle vittime della pandemia, la quotidiana conferenza stampa di Luca Zaia sul coronavirus. “Una tragedia che abbiamo iniziato ad affrontare tredici mesi fa a mani nude. E pensare che all’inizio qualcuno diceva: che volete che sia, come una normale influenza. Il Veneto è l’ottava regione in Italia per mortalità. “Abbiamo perso parte di una generazione che aveva fatto grande il Veneto”. Il presidente ha poi chiesto di fare un minuto di rqaccoglimento. In mattinata si è svolta una giunta regionale straordinaria che ha approvato il nuovo Piano di sanità pubblica e il nuovo calendario vaccinale

Il nuovo piano

E’ stato aggiornato in base al nuovo calendario nazionale e in base ovviamente alla disponibilità di vaccini. Si procederà in parallelo per classi di età e per soggetti superfragili: oncologici, trapiantati, fibrosi cistica, talassemici. Inizieranno la vaccinazione della prossima settimana. Il nuovo piano «individua un cambio di strategia: non entrano più i servizi essenziali ma le persone superfragili e la classe di età, dalle più alte alle più basse». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Salute, Manuela Lanzarin.

La Russo

La dottoressa Francesca Russo ha anticipato che “entro la prima settimana di aprile saranno vaccinati tutti gli ultraottantenni, tranne forse alcuni di coloro che dovranno essere vaccinati a domicilio, perché richiede tempi più lunghi”. “Tutto questo forniture di vaccini permettendo”, ha corretto l’assessore Manuela Lanzarin. Finora sono stati vaccinati 130 mila ultraottantenni, ne mancano ancora 220 mila. Le classi di età che hanno ricevuto (quasi tutti) la prima dose sono il 1941, ’40, ’39. Adesione sopra l’80 per cento. Per la classe ’38 è in corso la convocazione degli anziani. Nella maggior parte dei casi la convocazione è avvenuta o sta avvenendo per lettera, in alcuni casi con sms.

Flor

Il direttore generale della Sanità del Veneto Luciano Flor ha aggiunto che si sta procedendo al ritmo di soli 4.500 vaccini al giorno: “Ultraottantenni o fragili”.  Sono attese 30 mila dosi di vaccino Moderna per sabato 20 marzo83 mila Pfizer per martedì 23 marzo, altri 56 mila Pfizer per sabato 27 marzo. Da aprile sono programmati 120 mila Pfizer a settimana. 

Conclusa la prima dose dei malati di fibrosi cistica

Dopo gli ultraottantenni, la vaccinazione proseguirà con i settantenni, a ritroso, partendo da coloro che hanno 79 anni per arrivare a chi ne ha 70.  «In Commissione salute delle Regioni – ha aggiunto Lanzarin – abbiamo condiviso le linee sulla vaccinazione, con il coinvolgimento delle farmacie e di altre categorie. Abbiamo inoltre condiviso il problema dei non residenti, per lavoro o per quelli che si curano fuori regione, e abbiamo concordato di usare il criterio della sede lavorativa, come per gli insegnanti o le forze ordine, lasciando l’opzione al pendolare di potersi vaccinare nel comune di residenza; per che fa cure fuori regione, il criterio è il luogo dove sono curati, con la possibilità del comune di residenza», ha concluso. 

Il piano di sanità pubblica

Viene allungata la quarantena (da 10 a 14 giorni), l’indagine epidemiologica si allarga anche ai contatti occasionali (dove si vedrà caso per caso se fare il tampone). In questo momento la media dei ricoverati in Rianimazione in Veneto è del 13%, superiore a quella nazionale (11%). Picco del 25% in provincia di Padova. In Veneto «c’è un piccolo spiraglio non negativo: i pazienti non sono cresciuti di molto. Ma ieri abbiamo fatto più di 40 mila tamponi, di cui 20 mila molecolari, ed è cresciuta la percentuale di positivi», ha detto Flor. «Il numero di tamponi – ha precisato Flor – riflette la necessità di farli, quando i tamponi crescono così vuol dire che c’è necessità di monitorare più situazioni, a cui corrisponde una percentuale di positivi maggiore».

Gli ospedali

Sulla situazione degli ospedali, Flor ha spiegato che «per oggi non siamo costretti a interrompere le attività delle strutture, ma tutte hanno riconvertito qualche reparto. Non c’è blocco delle attività ambulatoriali, però qualcuna subisce un rallentamento, è stato posticipato qualche intervento non essenziale», ha concluso. 

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