Veneto

Crisanti si vaccina in diretta

Da oppositore a testimonial: il passo è breve se di mezzo ci si mette la scienza a dare le dovute rassicurazioni. Il professor Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di Microbiologia dell’Azienda ospedale Università di Padova si è sottoposto ieri in diretta streaming al vaccino contro il Covid. Lui che aveva fatto scalpore schierandosi proprio contro quel vaccino sollevando un polverone di polemiche e costringendo addirittura il rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto a una nota di velata censura, apertamente in difesa della scienza. E non sorprende ci sia proprio lo zampino di quest’ultima nella virata di Crisanti, convinto della bontà del vaccino una volta strappato il velo di “opacità” sulle sue caratteristiche e sulle fasi della sua approvazione. Con lo sfondo dei fiori rosa della campagna vaccinale, invitato a intervenire dal direttore dell’Azienda ospedaliera universitaria Daniele Donato, Crisanti ha detto subito che avrebbe preferito una cerimonia più sobria per immortalare il momento in cui gli viene somministrato il vaccino.

Testimonial

Ma evidentemente si è voluto mettere in rilievo facendogli vestire i panni del testimonial la sua “conversione”. «Mi rendo conto del momento particolare» ha riconosciuto lo stesso professore, «e forse serve qualche parola per spiegare perché faccio il vaccino. Come tutti sanno in passato avevo detto che avrei aspettato il conforto delle informazioni scientifiche per sottopormi al vaccino contro il Covid. Chiarisco una volta per tutte che non sono mai stato contrario ai vaccini, ma penso che ci sia stato un problema di trasparenza che si è però risolto con la pubblicazione dei dati, messi a disposizione della comunità scientifica e del pubblico». Da qui quindi il cambio di passo: «Ritengo quindi di testimoniare la consapevolezza che siamo a un momento di svolta e che i vaccini sono sicuri».

I vaccini

Da esperto della materia qual è, il professor Crisanti ha offerto una sintetica quanto efficace disamina dei diversi tipi di vaccino contro il Covid: «Il primo disponibile, quello che stiamo facendo, è quello prodotto dalla Pfizer, a Rna. Quest’ultimo è come una sorta di libretto di istruzioni del virus, che il virus svolge come un nastro e inizia la sua attività di replicazione. Contiene solo le informazioni utili per attivar il sistema immunitario. Il vaccino Moderna è simile, si differenzia perché ha uno stabilizzatore e non ha quindi bisogno della catena dell’ultrafreddo per la conservazione, ed è quindi più facile da distribuire. Altri vaccini, come quello di AstraZeneca hanno un vettore virale, ovvero un virus innocuo con dentro un pezzetto di informazione genetica del coronavirus contro cui reagirà il sistema immunitario. Un’altra generazione di vaccini, come il Sanofi Gsk» continua Crisanti, «sono basati su proteine del virus, con l’informazione già tradotta in laboratorio mentre negli altri la traduzione viene fatta dalle nostre cellule. Vengono iniettate proteine, come già succede per la vaccinazione contro la difterite.

Le differenze

Sono tipologie diverse di vaccini che arriveranno in sequenza perché hanno complessità diverse. L’importante» sottolinea Crisanti, «è che il sistema immunitario venga stimolato da proteine del virus che non è però attivo. Per questo il vaccino è innocuo: ci potrà essere indolenzimento del braccio, febbre e reazione allergica. Ma io che sono allergico lo faccio». Fatti i dovuti preamboli, al professor Crisanti non è rimasto che togliersi la giacca, arrotolare la manica della camicia e offrire il braccio alla dottoressa Maria Angiola Crivellaro che in pochi secondi ha iniettato il vaccino. «È un momento importante» il commento del professore, «e ci auguriamo momento importante, ci auguriamo tutti che ci sia massima adesione, perché fare il vaccino è fondamentale per bloccare trasmissione del virus. Sono molto contento che ci sia massima adesione fra il nostro personale qui in ospedale, ritengo sia una importante testimonianza fiducia e un esempio per tutti». Dopo Crisanti, ieri nell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova sono stati somministrati altri 499 vaccini, portando il totale dal 27 dicembre a poco meno di 700.

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close