Veneto

Crollo degli accessi ai Pronto soccorso

Del totale di nuovi positivi registrati ogni giorno nel territorio dell’Usl 3, il 7% è costretto al ricovero ospedaliero, con un saldo tra nuovi accessi e dimissioni che è a favore dei primi. Il totale è di 370 ingressi tra il 15 e il 30 novembre, a fronte delle 349 dimissioni. Con dati altalenanti, a seconda del giorno preso in considerazione. Il 30 novembre, ad esempio, a fronte dei 280 nuovi contagi, gli accessi sono stati 14; mentre il giorno precedente il rapporto è stato di 369 nuovi casi per 24 ricoveri. Numeri che spiegano l’appello del direttore generale dell’Usl 3 Giuseppe Dal Ben: «È importante lavorare per rimanere nella zona gialla, cercando di abbassare l’Rt regionale e invertendo la tendenza dei ricoveri».

Prossimo mese decisivo

«Quello in cui dovremmo riuscire a raggiungere il picco, per poi affrontare un calo delle positività quotidiane. Ma tutto sta nella responsabilità dei singoli». I tanti ricoveri hanno un doppio esito immediato: il calo degli accessi in codice bianco e verde (esclusi gli Obi) nei pronto soccorso, con un crollo del 39.2% mettendo a confronto l’ottobre e il novembre 2020 con gli stessi due mesi del 2019; dai 36.416 accessi di allora ai 22.143. «Ma le permanenze si stanno allungando, perché arrivano persone con quadri più pesanti», spiega Dal Ben. La seconda conseguenza è la sospensione delle visite e degli interventi non urgenti all’interno degli ospedali. Quanti sono? «Qualche migliaia», la quantificazione fornita dal direttore generale dell’Usl 3, all’ennesima richiesta del dato. Con una risposta, alla richiesta di precisazione: «Faccia lei. Un migliaio in più, un migliaio in meno».

Vaccini

Prosegue Dal Ben, parlando del piano di vaccinazioni anti Covid: «Gli spazi per somministrare le dosi ci sono. La regione sta lavorando a un piano a cui ogni azienda si rifarà. Quando questo piano regionale verrà fuori, lo vedrete». Altro tema caldo riguarda l’individuazione del famoso “Covid hotel”, dopo l’accordo saltato all’ultimo con l’aparthotel StayCity di via Ca’ Marcello. Albergo che all’inizio avrebbe messo a disposizione una cinquantina di stanze, per poi eventualmente raddoppiare la disponibilità. «Siamo a buon punto con una struttura di Mestre, con una trentina di stanze. Ma questo non è un tema che ci interessa particolarmente, non avendo ricevuto molte richieste e avendo comunque degli altri luoghi a cui ci appoggiamo in caso di necessità», spiega il direttore generale dell’Usl.

I fronti caldi

Infine, i fronti più caldi. Il più fragile è quello delle case di riposo, dove la percentuale di positivi tra gli anziani ha persino superato il dato di questa primavera. Ora sono il 9,71% del totale, contro il 9,05% di metà aprile. Parlando in numeri assoluti, si tratta di 310 persone su 3.192 ospiti. Di questi, 82 sono ospiti della Residenza Riviera del Brenta di Dolo, dove il virus è entrato come una furia. Cifre cui aggiungere i 162 operatori contagiati, tra le 31 case di riposo dell’Usl 3; dato, anche questo, superiore ad aprile. Infine le scuole, cornici entro le quali continuano a registrarsi nuovi casi. Solo lunedì si sono contati nuovi casi in 27 classi degli istituti del territorio. Il totale attualmente è di 78 alunni e 44 professori positivi, ma sono solo tre i focolai attivi. Delle 122 classi ora interessate, 50 sono alle elementari e 30 alle medie. E poi 43 si trovano a Venezia, 12 a Mirano e 9 a Salzano.

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