Veneto

Da lunedì regioni in zona arancione

Oltre 26 milioni di italiani resteranno per altre tre settimane in libertà vigilata. Quella della fascia arancione, dove ieri sono finite Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto, regioni che dovranno tenere chiusi anche di giorno bar e ristoranti e che dovranno limitare gli spostamenti dentro il confine del proprio comune. Valicabile per 30 chilometri solo se si abita in piccoli centri con meno di cinquemila abitanti o se bisogna raggiungere la seconda casa, pur sempre nella propria regione. A decretare la stretta post-natalizia, conseguente al cambio di colore, è l’ordinanza firmata ieri pomeriggio dal Ministro Speranza dopo la pubblicazione del nuovo monitoraggio settimanale a cura dell’Iss, che in verità salva sia pur di un soffio Veneto e Sicilia, che hanno chiesto il passaggio di fascia in virtù dei loro numeri dell’epidemia non proprio tranquillizzanti.

I dati di ieri

E ieri nel Paese si contavano 620 morti e 17.533 contagi, sebbene con un tasso di positività sceso di due punti e mezzo al 12,5%.Per via del decreto di Natale il prossimo week end tutta l’Italia torna arancione. Poi da lunedì riparte il semaforo regolato dal monitoraggio, che per la settimana dal 28 dicembre al 3 gennaio in Lombardia, Calabria ed Emilia ha registrato un Rt superiore a uno e un profilo di rischio complessivo “moderato” o “alto”, due elementi che combinati fanno scattare l’ingresso in fascia arancione in base ai parametri più restrittivi dell’ultimo decreto. Il monitoraggio rileva anche che l’Rt nazionale sale ancora arrivando a 1,03.L’incidenza dei casi sale a sua volta da 305 a oltre 313 ogni 100mila abitanti, allontanandosi sempre più da quell’indice di 50 casi ritenuto dagli esperti la soglia oltre cui diventa difficile fare contact tracing e, quindi, spegnere sul nascere i nuovi focolai.

Prevenire

Per questo gli estensori del report rimarcano che questa settimana «si osserva un aumento complessivo del rischio di pandemia non controllabile e non gestibile». Anche perché aumentano da 31.825 a 40.487 «i casi non riconducibili a catene di trasmissione note». Ciò denota il collasso del sistema di tracciamento che rende difficile contenere l’espansione del virus senza norme restrittive. Anche perché aumenta di nuovo la pressione sugli ospedali e, in particolare, sulle terapie intensive, dove i ricoveri non calano più, con sette regioni (Emilia Romagna, Friuli, Molise, Bolzano, Trento, Umbria e Veneto) già oltre il 50% di possibilità di superare la soglia di sicurezza del 30% di posti letto occupati da pazienti Covid. Sono comunque ormai 12 le regioni con un livello di rischio complessivo “alto” in base ai 21 indicatori che compongono il monitoraggio settimanale e tra queste figurano anche Emilia e Lombardia, che avendo un Rt rispettivamente a 1,05 e 1,27 finiscono in fascia arancione. In realtà in base ai nuovi parametri, che sopra 1,25 di Rt e rischio medio o alto fanno scattare il semaforo rosso, la Lombardia dovrebbe entrare in lockdown.

Per un soffio le altre regioni

Evitato di un soffio per via degli altri indicatori meno allarmanti che la collocano ancora in zona arancione. Con Rt sopra 1 sono, comunque, 10 regioni: Calabria (1,14), Emilia (1,05), Liguria (1,02), Lombardia (1,27), Molise (1,27) Puglia (1), Sardegna (1,02), Sicilia (1,04), Umbria (1,01) e Valle d’Aosta (1,07). Tutte regioni che, dove non lo siano già, rischiano di diventare arancioni tra una settimana con il prossimo monitoraggio.Ma il sistema di chiusure “a semaforo” è considerato insufficiente dal governo, che giovedì 14 potrebbe già varare un nuovo Dpcm con misure più restrittive, accompagnato da un decreto legge che rinnoverebbe il divieto di spostamento oltre i confini regionali anche per chi è in zona gialla e il limite per le visite a parenti e amici una sola volta al giorno e in non più di due persone, a parte i figli minori di 14 anni.

Decreto

Sempre per decreto, imponendo di nuovo le regole della fascia arancione in tutta Italia durante i week end. Fermo restando che se una regione dovesse finire in rosso lockdown li resterebbe anche sabato e domenica. Il Dpcm prorogherà invece ancora almeno fino alla fine del mese il coprifuoco dalle 22 alle 5. Si dà per scontato anche il prolungamento fino al 3 luglio dello stato di emergenza in scadenza a fine mese.

Da qui a marzo l’obiettivo è immunizzare anche i disabili, ma Pfizer e Moderna non bastano
Si discute sull’introduzione di un patentino sanitario, la Campania lancia una “card d’immunità”

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close