Veneto

Danni per 500 milioni

Piovono pietre. «La stima dei danni è in corso ma dai riscontri già pervenuti alla protezione civile ci stiamo avviando al mezzo miliardo di euro, perciò abbiamo dichiarato lo stato di crisi», è l’esordio al briefing di Marghera di Luca Zaia, lesto ad aggiungere che «il maltempo ha fatto cadere sul Veneto 624 millimetri d’acqua, contro i 586 del 2010, l’anno dell’alluvione che coinvolse 130 comuni e 500 mila persone, ma stavolta le opere idrauliche che abbiamo realizzato hanno funzionato, viceversa Vicenza sarebbe stata allagata».In tema di risarcimenti, l’iter sarà quello sperimentata in tante – troppe – circostanze: a censire i danni (documentati) di famiglie e imprese saranno i sindaci, le devastazioni del territorio rientrano nella competenza dell’amministrazione regionale; qualora il Governo traducesse lo stato di crisi in dichiarazione di calamità, con conseguente stanziamento di fondi destinati ai ristori, sarà lo stesso governatore ad assumere il ruolo di commissario straordinario all’emergenza.

Tutela del territorio

Nel frattempo Zaia rivendica il percorso compiuto nella tutela idraulica dopo decenni di incuria: «I bacini di laminazione ultimati o in cantiere a Caldogno, Montebello, via Diaz a Vicenza, Muson dei Sassi, Prai dei Gai sul Livenza trevigiano, Colombaretta nel Veronese… Opere che reggono l’urto, salvano vita alle persone, prevengono il dissesto e fanno economia. Abbiamo investito con tenacia su questo fronte e continueremo a farlo perché la natura tenta H24 di riprendersi il territorio e l’uomo non è invincibile»; «Al riguardo i finanziamenti del Recovery Fund dovranno privilegiare la difesa del suolo, sarà l’ultima grande opportunità a disposizione del Paese».

Non intralciare i soccorsi

Poi, la frecciata. «Il turismo del macabro non ci serve e non sarà tollerato, c’è gente che è salita per documentare su Instagram i disastri del maltempo mentre i soccorritori lavoravano senza tregua. Non escludo di fare un’ordinanza che vieti a chiunque di avvicinarsi ai luoghi della calamità ma prima dobbiamo completare i sopralluoghi. Domenica abbiamo chiesto l’intervento delle forze dell’ordine che hanno rispedivano a valle tutti quelli che arrivavano in montagna: per favore non intralciate, restatevene a casa, non c’è da scherzare, abbiamo frane che sono ciclopiche, macigni grandi come stanze, si useranno cariche di dinamite per farli saltare. Che gusto c’è ad assistere ai disastri complicando l’attività di soccorso? Chiedo a tutti una condotta civile e rispettosa».

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