Veneto

Duemila morti dall’inizio della pandemia: Venezia, il primato negativo delle vittime

Duemila vite spezzate dal Covid nella sola provincia di Venezia. Numeri drammatici dietro ai quali si nasconde il dolore di duemila famiglie, conoscenti e amici, la cui esistenza è stata sconvolta dalla pandemia scoppiata ormai quindici mesi fa. Peggio di Venezia, le province di Verona (2.606) e Vicenza (2.116) che hanno superato da tempo il triste primato. Mentre Padova è ferma a 1.765 e a Treviso le vittime Covid finora registrate sono 1.809.

Azienda Zero

Dopo quota mille superata proprio nei giorni di Natale, l’ultimo bollettino di Azienda Zero aggiornato a ieri sera alle 17 ha fatto segnare una sola vittima rispetto alle 24 ore precedenti, il che porta il totale nel Veneziano esattamente a un totale di duemila decessi. Trentuno invece i nuovi casi, con 1846 persone attualmente positivi (-85 rispetto a venerdì, segno di un calo ormai costante).

La campagna vaccinale

Nel frattempo, continua la campagna vaccinale. Anche se il monodose sembra convincere poco gli ultrassessantenni veneziani. Più di uno slot su due di quelli messi a disposizione dall’Usl 3 è rimasto a secco. Segno che nonostante i tentativi dell’azienda sanitaria di allargare il più possibile la platea di somministrazioni, lo scetticismo rimane. Anche di fronte alla possibilità di cavarsela con una singola puntura, che non prevede cioè un richiamo nel mezzo dell’estate. È tempo di bilanci in chiaroscuro per i primi quattro giorni di “vax day” per gli over 60.

Il vaccino J&J

Da martedì a venerdì erano stati messi a disposizione circa 1600 slot di Johnson&Johnson al PalaExpo. A questa proposta, fa sapere l’azienda sanitaria, hanno aderito poco meno di 700 persone, alcune anche spostandosi da altre prenotazioni già effettuate. Meno del 50%, insomma. Così se da un lato risultano comunque settecento persone vaccinate in più – un dato comunque importante e che consente alla campagna vaccinale di fare un passo in avanti – dall’altra inutile nascondere che le aspettative erano altre. E che dunque la possibilità di avere un vaccino che prevede una sola dose non sembra così determinante, o tale da attrarre più della normale possibilità di ottenere la vaccinazione senza la possibilità di “scegliere” il vaccino.

A Venezia

Le percentuali di vaccinati, ad ogni modo, restano alte. Tra i 70-79enni, tra vaccinati e prenotati si arriva all’84,2%; il 77,5% dei 60-69enni (in tutto sono 83.738) ha già avuto una dose o sta comunque per riceverla. Percentuale più bassa per la classe di età che comprende i 50-59enni per i quali, va detto, la campagna vaccinale è iniziata da meno tempo: ad oggi è vaccinato con la prima dose il 33,9% mentre i prenotati sono 36.314 (in tutto, nell’Usl 3 sono 106.400).

Mira e Chioggia

Intanto, la campagna vaccinale non si ferma. Nel drive-trough di Mira si continuano a somministrare 200-250 vaccinazioni ogni giorno, compreso il fine settimana. Seconda giornata ieri per il camper vaccinale che da venerdì ha fatto tappa a Chioggia, con 200 monodosi al giorno per gli over 60. Nei prossimi giorni, il camper girerà il territorio dell’Usl 3 dove c’è meno copertura vaccinale. Discorso diverso, invece, per gli operatori sanitari. Di quei 3 mila ancora non vaccinati (e non dipendenti dell’Usl 3), ad oggi un migliaio ha ricevuto la somministrazione. Lo scorso weekend erano stati messi a disposizione mille slot, e in 600 hanno aderito.

2000 mancano all’appello

Tra ieri e oggi, sono stati riproposti altri 400 slot. In base alle indicazioni dell’azienda sanitaria, questi ultimi sono pressoché riempiti. Il che significa che ne restano da vaccinare altri duemila. Di questi, l’Usl 3 ha ricevuto molte spiegazioni e anche numerose “giustificazioni” (in pensione, non più in esercizio della professione, in gravidanza, guarito dal Covid, vaccinazione in altra azienda sanitaria). Tutte queste lettere sono ora al vaglio di un team di controllo interno all’Usl 3.

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