Veneto

«Ecco in Veneto chi rischia di infettarsi anche ora»

I contagi sono in calo, i ricoveri in flessione e anche le morti per Covid diminuiscono di giorno in giorno. Insomma il virus sembra che un po’ alla volta stia togliendo il disturbo regalando la speranza di un’estate, e ancora di più di un autunno, all’insegna della libertà. Ma attenzione, questo non vuol dire che sia giunto il momento di abbassare la guardia. L’identikit delle persone che in modo particolare dovrebbero essere rigorose nell’applicare le regole della prevenzione lo fa il professor Andrea Vianello, direttore di Fisiopatologia Respiratoria dell’Azienda Ospedale Università di Padova e coordinatore delle Terapie subintensive Covid.

I più a rischio

«Sicuramente le persone che ancora non sono vaccinate e quelle che sono più esposte ad un eventuale contagio. I giovani sono quelli che ancora devono essere vaccinati e che tendenzialmente si spostano di più, incontrano gente e frequentano luoghi più affollati. Uomo o donna, dai 20 ai 30 anni, con maggior inclinazione alla vita sociale e più occasioni di frequentare luoghi pubblici, che non è ancora stato vaccinato. Parlo anche di una dose, ma attenzione, il vaccino non è efficace da un giorno all’altro, ci vuole un intervallo di tempo per poterne godere i vantaggi che è di almeno una ventina di giorni dalla prima dose».

Mantenere alta l’attenzione

«Non vorrei essere banale, ormai si sente in continuazione, ma se è vero che il vaccino ha contribuito a migliorare la situazione è anche vero che non si dovrebbe abbassare la guardia sull’attenzione. Le mascherine così come tutte le altre buone regole vanno usate finché non usciremo decisamente dal rischio e purtroppo non siamo ancora arrivati a questo punto. Le cose stanno andando bene, la strada è in discesa, ma considerare che tutto sia esaurito non è corretto. Spero di non essere smentito, ma lo immagino migliore rispetto a quello dell’anno scorso. Veniamo da una vaccinazione che per settembre dovrebbe aver coperto il 50% della popolazione. Si auspica che un po’ alla volta si possa uscire in maniera definitiva da questa pandemia. Certo senza i vaccini non ce l’avremmo mai fatta».

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