Veneto

Election day per regionali e referendum

Election day nel Veneto il 12 luglio, è questa la proposta del governatore Luca Zaia per consentire ai cittadini di eleggere il nuovo governatore. Voto estivo in regione, quindi. Per il governatore della Regione Veneto Luca Zaia il 12 luglio è la data utile per poter votare in Regione e dare agli elettori la possibilità di eleggere il nuovo governatore. Lo ha detto durante una conferenza stampa quotidiana presso la Protezione Civile di Marghera. Il governatore del Veneto ha fretta di votare e vorrebbe che la seconda domenica di luglio fosse un election day estivo.

Election Day in Italia

Un election day, perché le Regioni chiamate ad eleggere il nuovo presidente sono ben 6 e anche Vincenzo De Luca, governatore della Campania, in recenti conferenze stampa aveva indicato il mese di luglio come “ideale”. Il Governo centrale sarebbe a favore di una simile data, prosegue Zaia. Luglio è in Italia mese di vacanze estive e di partenze per il mare, che nel 2019 era stato preferito da un numero crescente di italiani (+18,4%) rispetto al mese di agosto secondo i dati di Federalberghi. Oggettivamente la pandemia ha ridisegnato ogni prospettiva del 2020.Il governatore ha anche affermato che nonostante le polemiche sulle sue possibili ambizioni politiche, lui resterà in Veneto.

L’insistenza di Zaia sull’Election Day

Già il due maggio nella conferenza stampa di mezzogiorno Zaia aveva espresso la sua volontà di portare il Veneto nelle urne il 12 di luglio. E ragionava che se dal 18 maggio si apre tutto, come si fa a giustificare ai cittadini che poi non si possono organizzare le elezioni la seconda domenica di luglio?

L’altra ipotesi

La possibile data per l’election day che comprenderebbe elezioni amministrative, regionali e referendum sul taglio dei parlamentari potrebbe essere quella del 13 e 14 settembre. Il sottosegretario all’Interno, Achille Variati, ha ipotizzato infatti metà settembre. Tuttavia, si apprende da fonti parlamentari, la data ipotizzata non incontrerebbe l’accordo di tutte le forze politiche. “Non c’è accordo”, dice un esponente della maggioranza in commissione Affari costituzionale dove è all’esame il dl Elezioni. Un’unica tornata dunque come si legge nell’emendamento al dl elezioni presentato dalla relatrice del provvedimento, Anna Bilotti dei 5 Stelle, commissione Affari costituzionali alla Camera. Tutto si svolgerebbe in un election day di due giorni: tutta la giornata di domenica fino alle 23 e il lunedì fino alle 15. Il tutto tenendo conto delle necessità di sicurezza sanitaria. Si legge nel testo: “Al fine di assicurare il necessario distanziamento sociale, le operazioni di voto per le consultazioni elettorali e referendarie dell’anno 2020 nella giornata di domenica dalle ore 7 alle ore 23 e nella giornata di lunedì dalle ore 7 alle ore 15”.

Conte e le decisioni finali sull’Election Day

Per quanto riguarda lo spoglio si partirà dalle suppletive per le elezioni politiche, quindi il referendum sul taglio dei parlamentari e poi regionali “senza interruzioni”. Lo scrutinio della amministrative è rinviato alle ore 0 di martedì. L’ipotesi non convince l’opposizione ma anche parte della maggioranza, a quanto si apprende. Intanto, viene fatto notare, “serve una soluzione che raccolga il consenso ampio di tutti, non solo nostro ma anche delle opposizioni e di tutte le Regioni interessate. Anche delle opposizioni, delle regioni”.

Il parere di Cappelletti e di chi dice no

cinquestelle hanno schierato infatti il loro senatore Enrico Cappelletti, uscito vincitore dalle regionarie sulla piattaforma Rousseau. Per Cappelletti le elezioni a giugno sarebbero solo una spinta per Zaia che cavalca l’emergenza sanitaria. Inoltre, visti gli ultimi dati e alcune conferme sulla possibilità di un vaccino (anche se da valutare) permetterebbero più tempo per organizzare la campagna elettorale. “La campagne elettorale fatta in agosto o la presentazione delle firme attorno a Ferragosto lascia molto perplessi. Rischia di limitare pesantemente lo svolgimento di una campagna elettorale dignitosa e di limitare la partecipazione al dibattito elettorale e al voto stesso. Inoltre votare in due giorni su tre fronti farebbe risparmiare alla Regione milioni di euro”

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