Veneto

Le Ferrovie pagano un maxi risarcimento per l’amianto

Un maxi risarcimento per i danni legati alla lunga e dolorosa malattia e per il conseguente decesso. Danni che le Ferrovie dello Stato dovranno pagare alle tre figlie di un ex macchinista (vedovo all’epoca del decesso) che per una vita aveva lavorato al deposito locomotive in via Parco Ferroviario.

ferrovie amianto

Il procedimento

Secondo quanto ricostruito, aveva inalato le fibre d’amianto che, anni dopo, faranno scatenare il tumore. Così ha deciso la giudice del lavoro del tribunale di Venezia Anna Menegazzo, accogliendo le richieste presentate dagli avvocati. Finora i risarcimenti avevano interessato meccanici, manutentori, elettricisti (o i loro familiari). Più rari i casi che avevano visto coinvolti i macchinisti.


La malattia per l’amianto

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La malattia si era manifestata nel 2015. L’anno successivo l’uomo era morto. Aveva 84 anni. Dal 1955 al 1990 aveva lavorato nella sede di via Parco Ferroviario. Le testimonianze degli ex colleghi del macchinista hanno confermato l’esposizione all’amianto durante i controlli che i macchinisti dovevano effettuare nelle cabine dell’alta tensione e sulle carenature delle elettromotrici. Nonchè nel corso degli interventi occasionali in caso di guasti, oltre che a causa della presenza di pannelli in amianto sulle resistenze degli impianti di riscaldamento nella cabine di guida.

Le colpe

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Il giudice ha accertato che le Ferrovie dello Stato non hanno concretamente e tempestivamente adottato le misure idonee a salvaguardare la salute dei lavoratori, omettendo di individuare materiali diversi in sostituzione all’amianto nonché di informare i lavoratori sulla pericolosità dell’amianto o di fornire loro tutti gli strumenti per ridurre l’esposizione all’agente nocivo.

La condanna

Di qui la decisione di condannare la società per cui lavorava il macchinista a pagare quasi 750mila euro alle figlie dell’uomo.Ora la sentenza potrà essere impugnata dalle Ferrovie in sede di appello.

A.M.U.

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