Veneto

Fiducia nei leader, Zaia batte Salvini di 10 punti

La pandemia ha cambiato la gerarchia dei leader in politica: a guidare la classifica del gradimento c’è Mario Draghi con il 75% di consensi, seguito da Giuseppe Conte con il 68 e poi da Luca Zaia con il 53%, dieci punti in più rispetto a Matteo Salvini e cinque più di Giorgia Meloni, l’astro nascente del centrodestra sovranista anti-Ue. Il sondaggio di Ilvo Diamanti pubblicato da Repubblica riflette la classifica di quello commissionato da Agorà a Emg che vede sempre Draghi e Conte al comando con Zaia che stacca di 5 punti Salvini. Dal sondaggio di Diamanti il divario tra il governatore del Veneto e il leader della Lega è un abisso di dieci punti, ma anche Letta, Di Maio, Speranza, Gentiloni e Zingaretti perdono il confronto con il Doge serenissimo.

Cos’è cambiato?

La pandemia ha mandato in crisi la fiducia nei partiti e gli italiani si affidano a leader autorevoli, in primis al premier Draghi, per vincere la paura della crisi, sanitaria ed economica. Anche Conte nei suoi 1000 giorni di Palazzo Chigi ha garantito un profilo tecnico europeista, con il capolavoro dei 191 miliardi del Pnrr. Come si spiega la fiducia al 53% per Zaia, che si candida come leader del governo di centrodestra al prossimo test? Il presidente è un amministratore che rassicura l’opinione pubblica con il tuo tg web non-stop da 15 mesi, un talk show di statistica fai da te Covid, auguri ai centenari, politica da bar e ottimismo sulle ali dei primati ineguagliabili della sua squadra.

I meriti di Zaia

Quando c’è qualche serio problema sollevato dalle opposizioni, Zaia schiera in sua difesa 9 supertecnici, con una prassi che il ministro Speranza mai ha pensato di utilizzare per rispondere agli assalti di FdI. Forte del suo 76%, il Doge di Godega può raggiungere qualsiasi traguardo. E gli italiani lo preferiscono a palazzo Chigi al posto di Salvini e Meloni, ottimi leader sovranisti da comizio, ma con un profilo tecnico troppo debole per tenere l’Italia ancorata all’Europa dopo la durissima crisi. A chi gli chiede cosa ne pensa di tali sondaggi, Zaia risponde recitando il solito salmo di umiltà, come un abate che non vuole mancare di rispetto al priore. «Salvini fa bene il segretario, finiamola con manfrine sul mio futuro, a me non interessa il ruolo di presidente del consiglio o segretario del partito», ha dichiarato il 30 aprile scorso al tg web. «A quelli preoccupati del mio futuro dico: state tranquilli, non me ne frega niente di fare scalate politiche. L’ultima campagna elettorale è stata sei mesi fa! E allora dico: dormite tranquilli».

Salvini tranquillo?

CONFERENZA STAMPA LEGA SU RISCHIO IDROGEOLOGICO

Salvini, che guida una Lega leninista con i veneti sottomessi ai lùmbard dal 1989 dopo l’accordo Rocchetta-Bossi, è sereno e tranquillo. Chi ogni sera si arrovella nel dilemma è il Pd. Non c’è dubbio: meglio Zaia di Salvini a Palazzo Chigi. Così alle prossime regionali forse si supera la barriera dell’11%. Si potrà mai avverare il doppio miracolo?

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