Veneto

Fiera di Padova. Olivi al contrattacco

«È imbarazzante non sapere cosa accadrà, è imbarazzante rimanere in questa indeterminatezza con una programmazione giorno per giorno». Inizia così l’ennesimo sfogo di Andrea Olivi, presidente della Geo, l’azienda che, ad oggi, gestisce il quartiere fieristico. E che teoricamente gestirà fino al 31 dicembre. Nel 2019 non si sa: «Abbiamo investito tutti i soldi che avevamo, abbiamo riempito la Fiera, ma qui ci vuole più intelligenza e un approccio più cartesiano e meno dettato dalla pancia. Invece? Prima si gridava al fallimento di via Tommaseo, poi si minacciava una causa, ora un’indeterminatezza sconcertante. Niente di tutto questo è funzionale alla crescita di questo “prodotto” che si chiama Fiera».

«L’ho detto tante volte, sono stanco di ripetermi. Il quartiere fieristico dovrebbe essere usato secondo uno schema di economia circolare applicata alla città. Quando abbiamo applicato questo sistema è risultato vincente. Il Comune ha ricevuto 30 milioni di euro veri dai francesi (Gl Events, ndr), basterebbe ne girasse due a Geo per vedere redditività visto che abbiamo fatto girare 30 milioni in tre anni. Ma se sono ospite sgradito, basta dirmelo».

 

«Non capisco perché si debba difendere un piano scellerato, uno sbaglio che non servirà, mentre bastava usare i volumi che già c’erano. Dagli errori si può tornare indietro. Sono un guerriero, ma sono fiaccato perché ho a che fare con soggetti che non rischiano nulla. È incredibile ma l’unico che non parla di Fiera sono io. Gli altri? Ognuno dice la sua ma nessuno si siede ed elenca assunzioni, progetti e successi. Il Comune programma la cultura al 2021 perché altrimenti non c’è futuro. E noi? Ci auto-generiamo? Nessuno si prende la responsabilità di darci conferme sulla continuità. Di sei mesi in sei mesi e i prossimi sei mesi sulla parola. Sono certo che siamo di fronte a buona fede, ma la buona fede qui è un’aggravante».

La grave crisi istituzionale della Fiera sarà portata in consiglio comunale dal “bitonciano” Ubaldo Lonardi. Che chiederà: «Quali e quante risorse sono state investite? Perché Geo non è stata ancora prorogata? Quali le reali intenzioni del sindaco Giordani per il futuro?».

 

Per gentile concessione di asterisconet.it

Giuliana Lucca

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