Veneto

Dolo, formazione all’impegno civile per alcuni giovani

DOLO. “Per oltre metà della popolazione del Nordest tutto è relativo; non esiste una scala di valori, tutto è importante, al punto che ogni azione si legittima a priori”. Su questa sintesi del vivere quotidiano da poco diffusa attraverso un’indagine del sociologo veneto Daniele Marini, alcuni giovani dolesi si sono confrontati durante l’attività parrocchiale della sagra patronale, stimolati da padre Renato Zilio, missionario scalabriniano, scrittore di bestseller come “Dio attende alla frontiera”.

“Si tratta di una fotografia sociale – spiega il religioso, esperto in flussi migratori e relazioni internazionali – in parte condivisa anche da molti nostri giovani, che rispecchia tutta l’incertezza dell’attuale contesto storico. E’ prevalente il “fai da te”, mirato alla costruzione di una propria cultura di riferimento; di fatto, al noi si tende ad anteporre l’io con conseguenti chiusure e protezioni”.

Presente agli incontri anche il vicesindaco Gianluigi Naletto, che ha proposto “la riscoperta del Municipio come luogo di esperienze d’appartenenza e di scambio per la ricostruzione di un’identità comune”.

“Rispetto alle paure dominanti – ha sottolineato padre Zilio – rilevo per i nostri giovani grandi spazi di azione e di responsabilità, anche a livello locale. Occorre prendere coscienza di una comune condizione di “frontiera”, dove non si è soli ma insieme ad altri, dove si è dentro ma anche fuori. L’importante è di cercare sempre ciò che ci accomuna rispetto a ciò che ci divide, ciò che ci fa crescere insieme rispetto al sopravvivere in trincea. E’ questo il segreto per guardare con fiducia e speranza al nostro futuro”.

Il gruppo di giovani partecipanti ha vissuto l’esperienza con molto entusiasmo e si è detto pronto a cogliere altre occasioni di confronto per un progetto di formazione all’impegno civile.

Sara Zanferrari

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