Veneto

Gelo tra Zaia e la comunità ebraica. Colpevole la Donazzan

C’è una leggerezza che stride con la sofferenza che la Giornata della Memoria porta con sé. È quella dell’assessora regionale all’Istruzione Elena Donazzan che, lo scorso 8 gennaio, ha cantato al programma «La Zanzara» l’inizio della canzone fascista «Faccetta Nera», imparata dallo zio Costantino. Parole (e concetti) che pesano come macigni e che si ripercuoteranno di sicuro nella visita del governatore Luca Zaia che ogni anno, per sua scelta personale, compie nella Giornata della Memoria al ghetto di Venezia. Per adesso la conferma del suo arrivo non è ancora arrivata, ma se verrà che cosa dirà dopo aver salvato l’assessora che candidamente ha dimostrato nostalgia per il Duce, lo stesso che contribuì all’uccisione di migliaia di ebrei italiani?

Giornata della memoria

Ieri, nel corso della presentazione degli eventi della Giornata della Memoria, il presidente dell’Anpi Gianluigi Placella ha chiesto le sue dimissioni e al sindaco Luigi Brugnaro di mandare un messaggio chiaro in occasione della celebrazione ufficiale il 24 gennaio al Teatro Goldoni. Così, chi pensava che l’astensione compatta della Lista Zaia e della Lega avesse messo un punto nella triste vicenda, si sbaglia. Donazzan ha mantenuto la sua poltrona, ma il peso delle sue parole e le scuse a denti stretti pesano in questi giorni più che mai. «Come Comunità Ebraica siamo intervenuti subito per chiederne le dimissioni e sottolineare la responsabilità di una persona che svolge un ruolo istituzionale dicendo che non era tollerabile» ha detto Paolo Navarro Dina a nome della Comunità Ebraica «Temo che ormai la situazione dal punto di vista politico sia risolta, non lo è invece dal punto di vista dei sentimenti, del danno e dell’offesa che è stata rivolta con quella canzonetta che è stata condannata e che ha danneggiato».

Anche le scuole contro

Lia Finzi ha ricordato di quando, nel 1938, le hanno impedito per le leggi razziali di andare a scuola: «L’assessora all’Istruzione dovrebbe sapere cos’è successo». Stessa posizione per l’Iveser che ha aggiunto che «mentre tutte le scuole del Veneto si stanno preparando a questa giornata, chi le rappresenta al più al più alto livello istituzionale vada in direzione opposta».

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