Veneto

Gian Angelo Bellati, portavoce di Idea Comune per Mestre – Venezia, candidato alle amministrative per il Comune di Venezia in appoggio a Baretta e capolista nella circoscrizione di Venezia per Simonetta Rubinato per le Autonomie

Cosa l’ha convinta a candidarsi per le amministrative con la lista Idea Comune?

 “Mi sono candidato sia per le elezioni comunali di Venezia con la lista “idea comune per Mestre-Venezia”, lista civica facente parte della coalizione con candidato sindaco Pier Paolo Baretta e mi sono candidato per le elezioni regionali con la lista civica Simonetta Rubinato per le autonomie.  Le ragioni sono prima di tutto che nella legislatura precedente della regione, unico caso credo in Italia, non c’era nessun consigliere di Venezia o Mestre né un assessore del capoluogo che non era rappresentato. Questo ha portato evidentemente a delle situazioni di fortissima tensione fra noi civici e l’attuale presidente regionale per esempio per quanto riguarda i nuovi scavi in laguna e l’inceneritore di Porto Marghera. Noi pretendiamo rispetto per l’ambiente, rispetto per i cittadini e per la loro salute e rispetto per l’ecosistema della laguna e della città di Venezia. Inoltre rimanendo sul livello regionale Io mi sono occupato di autonomia da quando ero all’università e da quando ho lavorato per tanti anni presso le istituzioni europee e ho visto che se la Lega all’inizio aveva fatto bene, da circa 6-7 anni ha preso una piega nazionalista-sovranista e populista antieuropa che va in perfetta collisione con ciò che era prima della svolta Salvini.

Ma  il presidente Zaia non ha mai avuto il coraggio di staccarsi dal suo leader e da questa politica che va contro gli interessi della nostra regione che deve essere aperta per poter esportare e per poter ospitare i turisti, attività che portano tanta ricchezza. Ma la cosa che più mi ha convinto a presentarmi è stata la proposta di autonomia inattuabile fatta dal presidente Zaia e la posizione della lega che sta dimostrando di non essere interessata all’autonomia nel momento in cui firmò un patto con FdI perché l’autonomia fosse condizionata all’attuazione del presidenzialismo. Questa è a parer mio una grande presa in giro per I veneti che spero che non caschino in questa trappola perché per attuare il presidenzialismo e quindi l’autonomia bisogna fare una modifica costituzionale che non può essere fatta che con un prossimo Parlamento. Se dovessero vincere le forze presidenzialiste con tempi che ci sono passerebbero circa tra i 6 e i 10 anni da adesso. Quindi una presa in giro di cui i veneti sono stufi e stanchi. Per quanto riguarda le elezioni comunali siamo stanchi di Brugnaro, siamo stanchi di una politica contro l’ambiente, contro le piccole imprese, la politica di cementificazione per fare nuovi grandi hotel fatti da multinazionali, nuovi grandi ipermercati che tolgono lavoro ai piccoli imprenditori di Mestre, alla non attenzione alla lotta alla criminalità. Ricordiamo che Mestre è la prima città d’Italia per morti di overdose di eroina. Poi il mancato, assoluto e totale controllo del turismo cosiddetto di massa tocca e fuggi che sta rendendo sempre più difficile la vita ai residenti per non avere attuato nessuna politica per attirare nuovi residenti nella città di Venezia. Questo dimostra il grande fallimento di Brugnaro perché ogni anno lasciano Venezia 1000 cittadini. Anche da Mestre se ne vanno ed è questo il vero termometro della sconfitta della politica di Brugnaro in questa città. Non parliamo poi dei conflitti di interesse innumerevoli. Abbiamo bisogno di veramente cambiare rotta se vogliamo salvare il capoluogo del Veneto e l’ex capitale della Serenissima”

Quali sono i punti del suo programma al di là della lista che rappresenta?

 “Per Venezia l’attuazione dello statuto speciale cioè di un sistema di esenzioni fiscali che permetta alle aziende residenti di parificare i costi di vita e di gestione che hanno in terraferma. Una politica contro il turismo di massa con una regolazione soprattutto dei gruppi di turisti e una differenziazione maggiore delle città che compongono il comune di Venezia in particolare tra quella d’acqua e quella di terraferma. Una politica a favore dell’ambiente che oggi non c’è col blocco degli scavi dei canali per le grandi navi e con la costruzione di un porto esterno alla laguna. Unico modo anche per far restare in futuro competitivo il nostro porto rispetto a tanti altri porti internazionali europei e del mondo. Per quanto riguarda la regione l’attuazione di un’autonomia pezzo per pezzo senza pretendere di averla tutta di un colpo ma con una discussione chiara ed onesta col governo per l’attuazione della nostra costituzione con un atteggiamento collaborativo e non di sfida che non porta da nessuna parte. Una politica di rispetto dell’ambiente. Infrastrutture che ci colleghino con l’Europa a cominciare dal Bellunese che è assolutamente privo di adeguate infrastrutture se si pensa solo che per arrivare da Venezia a Belluno ci vogliono addirittura tre ore fra treno e pullman. Politiche di sviluppo per le piccole e medie imprese e una maggiore capacità di relazione con le istituzioni internazionali a cominciare dall’Europa oggi grande assente nelle politiche di questa regione”

Se eletto, quale sarebbe la sua prima azione?

 “A Venezia lotterò per l’attuazione dello statuto speciale. In Veneto per la attuazione della autonomia e di una politica di investimenti nelle infrastrutture rispettosa per l’ambiente e l’eliminazione delle liste di attesa per le cure degli esami negli ospedali”

Come sta vivendo queste elezioni per certi versi giocate più sui social che a confronto con la gente? Lei come si sta comportando?

 “Sto vivendo con un po’ di nervosismo perché chi si presenta come civico e non è una struttura di partito parte assolutamente svantaggiato. Un’altra cosa vergognosa è la difficoltà di avere spazi sui mass media ma soprattutto il fatto che per presentare la lista Simonetta Rubinato per le autonomie noi abbiamo dovuto raccogliere 7000 firme mentre i consiglieri regionali si sono esonerati da questo obbligo terribilmente impegnativo. Ecco questa è una ingiustizia perché crea in democrazia i cittadini di serie A e direi cittadini di serie Z”

Faccia un appello al voto. Molti sondaggi indicano che quest’anno ci sarà un grosso calo e l’astensionismo potrebbe ribaltare ogni risultato

 “Credo che cittadini abbiano capito e sentito che il benessere e l’occupazione stanno diminuendo e che tanti nostri giovani stanno lasciando le nostre città, il nostro Veneto. Quindi invito tutti questi cittadini a pensare seriamente a non restare a casa ma ad andare a votare della gente che come noi non rappresenta partiti ma che ne sta fuori perché non fa politica per avere posizioni di potere o denaro ma per volontariato, per senso civico. Se i cittadini capissero il senso civico che ci anima e la nostra volontà di lavorare insieme con loro per migliorare le condizioni di vita nostra e dei nostri figli io credo verrebbero tutti a votare. E verrebbero tutti a votare noi”

Descriva sé stesso in poche parole e il perchè condivide certi ideali

 “Non ho mai fatto attività civica con secondi fini tipo il potere o il denaro e credo di averlo dimostrato quando il sindaco Brugnaro ha tradito i patti elettorali fatti con me e con gli altri alleati alle elezioni del 2015 perché non ho voluto fare il vicesindaco perché se lo avessi fatto avrei perso i miei ideali e non avrei mantenuto fede agli impegni con gli elettori. Io faccio attività politica per senso civico e per difendere gli interessi della nostra società e che vuol dire che per me è impossibile prendere in giro gli elettori che mi danno una delega e che mi danno fiducia. Quindi per me la politica deve essere nobile e al servizio dei cittadini”

Per quale motivo una persona dovrebbe dare il voto a lei e non a un altro della sua lista?

 “Non rispondo a questa domanda perché a me interessa che tutti noi partecipiamo in maniera uguale alla sfida elettorale. Che vinca la lista e non in singolo proprio perché siamo civici e proprio perché tutti abbiamo degli altri mestieri, degli altri lavori. Fare politica è anche sacrificio quindi vinca il migliore ma io per primo mi tiro indietro se qualcuno del mio gruppo riesce a fare meglio e soprattutto ha più esperienza e più capacità di me. Per quanto mi riguarda io mi avvicino ai 60 anni e ho lavorato sia nelle istituzioni europei sia a Roma sia a livello locale sia all’estero in tanti settori ma soprattutto quelli legati alla pubblica amministrazione e alle grandi imprese e quindi metto a disposizione questa pluriennale esperienza che si può trovare nel curriculum che è pubblicato ufficialmente nei siti del comune della regione e nei siti delle nostre liste”

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