Veneto

Giordani: «Resisteremo al decreto ma Padova rischia 1300 fantasmi»

Il sindaco di Padova si iscrive al fronte dei primi cittadini "contestatori": «E' pura propaganda»

PADOVA. «Faremo di tutto per resistere al decreto Salvini ed evitare i tanti problemi che provocherà alla nostra città». Sergio Giordani si iscrive al fronte dei sindaci che contestano le conseguenze delle nuove norme sulla sicurezza. Prima fra tutte il divieto di iscrizione anagrafica per i profughi in attesa dello status di rifugiato. «La legge è legge, va rispettata – chiarisce Giordani evitando eventuali “disobbedienze” – ma il problema delle conseguenze è serio. E noi lavoreremo per risolvere gli effetti un provvedimento potenzialmente criminogeno, che ha soltanto scopi propagandistici».

«Applicando alla lettera il decreto rischiamo di trovarci con 1.300 persone – tante ne sono arrivate nel 2018 – che diventeranno di punto in bianco dei fantasmi. Li consegniamo in mano alla criminalità», lancia l’allarme Giordani. La contestazione riguarda proprio l’impossibilità di iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo che così non potranno più avere residenza (neppure nelle case delle cooperative dove vivono e lavorano), e dunque nessuno accesso ai servizi sociali o al medico di base.

«Così non avranno nessuna possibilità di inserirsi nella nostra società – spiega Giordani – Un datore di lavoro non saprà come pagarli, visto che senza residenza non possono aprire un conto corrente. È anche una questione di umanità. Le situazioni vanno gestite e non peggiorate. Non vorrei che qui ci fosse un calcolo elettorale. Ci sono le elezioni europee in vista: ho paura che tutti pensino a prendere voti. Io ho il vantaggio di non avere interessi politici: il mio interesse è solo Padova e la sicurezza dei padovani».

Ma dal sindaco arriva anche una stoccata “politica” al ministro dell’Interno: «Questo è il caso in cui bisogna gestire il problema, altrimenti si fa solo demagogia. Visto che Salvini non riuscirà a rimpatriarli tutti».

A dare forza al fronte dei sindaci che si oppongono al decreto Salvini però è arrivato anche il discorso di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha invitato a «non aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società».«L’ho apprezzato moltissimo. E noto che lo hanno applaudito tutti, compresa la Lega – osserva il sindaco – Ma il Capo dello Stato ha parlato anche di inclusione e integrazione, che fanno parte del lavoro sulla sicurezza. Questo è il lavoro che stiamo realizzando a Padova».

 

Il rischio è che si torni a parlare di grandi centri di accoglienza, poche settimane dopo la chiusura di Bagnoli e Cona. Oggi la Prandina non è più nella disponibilità del Ministero, ma potrebbero essere utilizzate altre caserme vuote. Un rischio che Giordani vuole a tutti i costi evitare, anche richiamando le buone esperienze sul territorio. «Noi con l’accoglienza diffusa abbiamo avviato 50 posti nel sistema Sprar – spiega.Ma come si concretizzerà la “resistenza” al decreto? Giordani non ha ancora le idee chiare: «Studieremo interventi straordinari assieme all’assessora al sociale Marta Nalin – risponde – Altrimenti a pagare i costi sociali di queste scelte sarebbe tutta la comunità padovana, con il rischio di un’alta conflittualità».

Giuliana Lucca

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