Veneto

Gli studenti vogliono tornare in aula

Più di uno studente su due delle medie detesta la dad e l’avversione cresce negli alunni con maggior profitto. Lo rivela una piccola indagine avviata tra i propri allievi delle medie da molti professori. «Ho ricominciato a insegnare quest’anno», spiega un docente, «sto facendo di tutto per dare il meglio e rendere disponibili i frutti delle mie esperienze passate».

Il progetto

scuola gambarare

«E così oltre alla didattica tradizionale è partito un progetto orto, un appuntamento quasi settimanale con il lavoro a gruppi e un progetto di aiuto tra studenti che cerca di sostenere chi è più in difficoltà con le competenze dei più brillanti e disponibili. La mia scuola era ben preparata all’evenienza della dad e in due giorni siamo stati in grado di riorganizzare completamente l’orario. Nonostante questo, l’arrivo della zona rossa mi ha colto mentalmente impreparato e ci ha privato di una routine settimanale che stava dando ottimi risultati».

L’opinione degli alunni

Il primo elaborato richiesto agli studenti di terza media è stato un testo argomentativo con il loro parere sulla didattica a distanza. «Con sorpresa il 55% ha argomentato contro la dad», spiega il professore, «con una certa sovrapposizione tra studenti a alto profitto e avversione alle lezioni in videoconferenza. Gli studenti dal basso profitto invece hanno evidenziato la comodità di stare a casa, mangiare quando si vuole, fare meno ore e potersi rilassare anche durante la lezione». Tra i motivi dell’avversione ricorrono l’impossibilità di socializzare con i compagni, la difficoltà a seguire le lezioni, i singhiozzi nelle connessioni, il fastidio per la vista dopo alcune ore.

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