Veneto

«Il Covid la nostra guerra mondiale Stiamo vincendo grazie ai vaccini»

Gli eroi del Grappa oggi sono medici, infermieri e volontari, i caduti che si ricordano sono i morti della pandemia, 128 mila in Italia, quasi 12 mila in Veneto. Il coronavirus come una guerra mondiale, le nostre scelte quotidiane le nuove trincee: vive di metafore belliche la Cerimonia di Cima Grappa 2021, appuntamento storico sul Sacrario a 1.700 metri da sempre dedicato alla pace e al ricordo dei morti di tutte le guerre, stavolta trasformato nella prima ricorrenza delle vittime della pandemia, a “guerra” ancora in corso.

Figliuolo

«Una guerra, però, che stiamo vincendo» ha ribadito il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza, «e la stiamo vincendo grazie ai vaccini. Voglio ricordare i sacrifici di chi ha lottato e sta lottando in prima linea contro il Covid, nelle corsie degli ospedali e nei reparti di terapia intensiva, per salvare la vita a migliaia di nostri concittadini. Per questo ringraziamo i medici, gli infermieri, gli operatori socio sanitari e i volontari che si stanno battendo con coraggio e abnegazione in quella che è una vera battaglia contro un virus temibile. Quella della Prima Guerra Mondiale è stata la vittoria di un popolo che, unito in uno sforzo corale, scrisse un capitolo epico della nostra nazione. Solo uniti possiamo superare l’emergenza sanitaria, economica e sociale ancora in corso».

Vaccini in arrivo

Sul Grappa una domenica climaticamente da tregenda, nebbia sul Sacrario, vento e tuoni. Si sale solo con un pass (non ancora Green), decine di volontari schierati, il generale Figliuolo arriva puntuale e si complimenta con Manuela Lanzarin, assessore regionale alla Sanità, per i buoni numeri della campagna di vaccinazione, chiedendole (un suggerimento?) se ci sia in programma anche un Open Day per i giovani, lei più tardi dirà che la Regione «ci sta pensando», anche perché tutti a settembre vorrebbero tornare a scuola in presenza. Ci sono i sindaci e istituzioni (Mario Conte, sindaco di Treviso, salito a piedi), associazioni d’arma, gli Alpini custodi del Sacrario, un ministro – Erika Stefani, alla Disabilità, e un sottosegretario – alla Difesa, Stefania Pucciarelli, con il sindaco di Pieve del Grappa, Annalisa Rampin, alla regia.

Il sindaco

Il sindaco dà il senso della giornata: «Sul Grappa tante persone hanno combattuto e sono morte, per senso di responsabilità. Impariamo il coraggio e lo spirito di sacrificio da chi ha dato la vita affinché gli altri avessero un futuro. Il Sacrario è un luogo di pace e di integrazione europea contro individualismi e fake news». La cerimonia arriva poche ore dopo l’ennesima giornata di manifestazioni “No pass – No vax” nelle piazze italiane. Nessuno vi dedica troppi pensieri. Figliuolo preferisce parlare della «bellissima Italia che sto vedendo, che crede nei valori della solidarietà. I nostri concittadini hanno un atteggiamento responsabile, maturo, più maturo spesso di molte cose che si sentono e si leggono in giro». Quindi la conferma dell’imminente arrivo, anche per il Veneto, di quantitativi “importanti” di nuove dosi: «Anche in agosto avremo un flusso costante di vaccini che ci permetterà di fare 500 mila dosi al giorno con un ritmo ancora più forte per la seconda metà del mese».

Veneto promosso

Nella nostra regione l’andamento della campagna vaccinale è in linea con l’andamento nazionale: «Sabato abbiamo raggiunto ciò che il piano si era prefissato agli inizi di marzo: il 60% della platea degli italiani vaccinabili è stata raggiunta da due dosi» ha confermato Figliuolo, «abbiamo 32 milioni e 404 mila italiani che hanno fatto prima e seconda dose. La risposta dei nostri concittadini è importante, voglio ringraziarli perché la progressione che stiamo avendo è in linea con il piano che ci porterà a fine settembre ad avere l’80% degli italiani immunizzati. Il Veneto oggi è a circa il 67% di prime dosi, 60% di vaccinati con ciclo completo, quindi due milioni e quattrocento mila veneti sono protetti. È un bilancio molto positivo».

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