Veneto

Il Governatore per il centrodestra

Forse è presto per dire che la scuola è il campo sul quale riprende la partita solo apparentemente interrotta dell’autonomia regionale rafforzata. Ma il messaggio spedito a Roma dal governatore Luca Zaia non si presta a troppi equivoci.

Il Governatore e la sua Regione

La sua Regione, il Veneto, è pronta a fare da sola. Cioè decidendo autonomamente come si tornerà a scuola, per esempio senza le mascherine in classe, ma anche quando. E non il 14 settembre come stabilito dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Se non verrà fissata in tempo la data delle elezioni regionali che potrebbe scombinare la ripresa dell’attività didattica.

Il Governatore del Veneto e la Lombardia

Durante tutto il periodo del lockdown la faccenda dell’autonomia regionale rimasta in sospeso già prima della caduta del Conte uno aleggiava sempre fra il governo centrale e le Regioni del Nord. Come hanno dimostrato i frequenti (e falliti) tentativi di strappo rispetto alle decisioni nazionali di  Attilio Fontana.

I nodi e il pettine

Ma ora certi nodi sono destinati a venire al pettine, e questo è inevitabilmente il prossimo e più difficile da sciogliere. La scuola è la materia più sensibile fra le competenze rivendicate dalle Regioni che vogliono l’autonomia rafforzata. E le lacerazioni prodotte fra gli schieramenti politici tutte le volte che l’argomento è stato sfiorato ne sono la prova. Né sono mancate pesanti forzature, come quando nel pieno delle discussioni sull’autonomia il presidente del Veneto ha siglato un protocollo d’intesa sulle competenze “in materia di storia e cultura del Veneto”. Con l’allora ministro salviniano dell’Istruzione, Marco Bussetti. Con uno strascico di violente polemiche.

Il Governatore e Salvini

E certo se ora deve riprendere la battaglia per quella che viene definita autonomia rafforzata, chi ora può condurla se non Zaia? Dopo che il suo collega della Lombardia Fontana si è infilato in un deprimente scaricabarile con il governo sulla chiusura di Nembro e Alzano Lombardo? Nell’ultima mossa del presidente della Regione Veneto non c’è però soltanto un messaggio a Roma. Ce n’è uno, e forse ancora più forte, al centrodestra: oggi sempre più livoroso, inconcludente e chiaramente in crisi di leadership. Fra un Matteo Salvini mai in partita e ammaccato da un precipitoso calo di consensi. Una Giorgia Meloni i cui consensi al contrario salgono, ma che in partita non riesce a entrare. E il nulla pneumatico sul versante forzista, Zaia può giocarsela.

Attenzione a Luca

Una cosa è sicura. Se prima parlava soltanto al Veneto e la sua figura non impensieriva più di tanto, adesso è lui che rischia di dare la linea. I suoi colleghi di partito e schieramento sono avvertiti.

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