Veneto

Il matematico del Cnr: «Fra due settimane il Veneto rischia di contare tremila contagi al giorno. Vaccinatevi!»

La ripresa della corsa del contagio in Veneto fa paura. Fa paura la lettura dei numeri, ma fa paura soprattutto l’osservazione della curva, la sua impennata che apre a scenari che pensavamo di esserci lasciati alle spalle. E lo scenario che potrebbe aprirsi in Veneto, secondo i calcoli del matematico del Cnr Giovanni Sebastiani, parla di un ritorno alla registrazione di 2.100-3.700 nuovi casi al giorno, soltanto nella nostra regione. Si tratta di una previsione a breve termine, che potrebbe concretizzarsi nel giro di un paio di settimane, accompagnata da un nuovo aumento dei decessi.

Le cifre

Ma le cifre reali sarebbero peggiori, considerando l’elevatissimo numero di casi “sommersi”, soprattutto per il fatto che adesso il virus colpisce prevalentemente i giovani, che per larga parte affrontano l’infezione da asintomatici. «Se non facciamo qualcosa di concreto, rischiamo l’effetto Regno Unito» l’allarme lanciato da Sebastiani. Quel “qualcosa di concreto” in realtà è stato fatto, per consentire però alle regioni in cui il contagio ha ripreso a correre, tra cui la nostra, di conservare la colorazione bianca. Eppure l’incidenza dell’infezione, soprattutto in determinate province, inizia a fare paura, soprattutto confrontando il dato con quello di una settimana fa.

Le province

Nel Veronese, l’incidenza settimanale dei casi ogni 100 mila abitanti è passata da 88 a 141. Ed è alta l’incidenza anche nel Trevigiano, con 82 contagi ogni 100 mila abitanti; nel Veneziano (73) e nel Padovano (60). Seguono il Vicentino (49), il Bellunese (41) e il Rodigino (30). «L’incidenza dei casi deve tornare ad avere un peso rilevante nel decidere le colorazioni delle zone, per arginare il diffondersi del contagio, che potrebbe far nascere delle nuove varianti più aggressive o resistenti ai vaccini già somministrati» spiega il matematico, aggiungendo: «Considerando che l’incidenza varia all’interno della stessa regione, persino della stessa provincia, anche gli scenari da adottare dovrebbero essere diversi di territorio in territorio, senza coinvolgere necessariamente l’intera regione, riducendo così i danni sociali ed economici».

Terapie intensive in aumento

Ma a crescere non sono soltanto i contagi, anche gli accessi giornalieri in Terapia intensiva, per quanto il tasso di ospedalizzazione per il momento sia ancora molto basso. Dopo il plateau raggiunto tra la seconda metà di giugno e i primi giorni di luglio, i numeri hanno ripreso a correre. Gli accessi giornalieri medi nei reparti di Rianimazione sono passati da 0,3, tra il 28 giugno e il 4 luglio, ai 2 della settimana conclusasi ieri. «Da tre settimane, stiamo assistendo a un progressivo aumento dei nuovi ricoveri in Terapia intensiva, tanto a livello regionale quanto a livello nazionale» spiega Sebastiani.

La curva decessi arriva dopo quella contagi ed è destinata a salire

Una risalita degli accessi a cui, per il momento, non sta corrispondendo un parallelo aumento dei decessi. «Ma questa è una curva che ha sempre un certo ritardo rispetto alla prima. Dato che i numeri sono molto bassi e fluttuano in modo casuale, è difficile prevedere ora l’andamento futuro della curva dei decessi, ma il raffronto con la situazione del Regno Unito, dove la copertura vaccinale è più estesa e l’età media più bassa, preoccupa. In Veneto, l’aumento dei contagi è in fase esponenziale. Nel Regno Unito, la curva dei decessi è tornata a salire dopo 5 settimane e mezzo dalla ripresa dei contagi, e ora la crescita dei decessi è esponenziale con tempo di raddoppio degli incrementi di 5-6 giorni. In Italia, i contagi sono tornati ad aumentare da quattro settimane, quindi i decessi potrebbero ricominciare a crescere anche qui nell’arco di una o due settimane. Del resto, gli ingressi in Terapia intensiva sono in aumento e tutto fa pensare che, se non ci saranno cambi di trend, lo stesso avverrà per il numero delle vittime. C’è una sola soluzione per non arrivare a questo: vaccinarsi» conclude Sebastiani.

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