Veneto

Il Tar smentisce Sitran: Quorum valido

Il TAR del Veneto ha respinto il ricorso dell’avvocato Marco Sitran che aveva impugnato la legge regionale che ha indetto l’ultimo referendum del dicembre 2019, trattandolo come “abrogativo” e non “consultivo”, imponendo così il raggiungimento del quorum di votanti del 50% più uno degli aventi diritto, per dichiarare valida la consultazione. Chiamata alle urne che aveva raccolto, invece, solo il 21,73%. E la Regione aveva dichiarato chiuso l’argomento. Ora i giudici si sono espressi, dando ragione a Palazzo Balbi: la richiesta di quorum era legittima, come pure non trattare più la questione “separazione” in Consiglio.

Nessuno spazio per una deroga

Dal punto di vista giuridico, il Tar riconosce che nel caso del referendum per la separazione Venezia-Mestre andava applicata la legge regionale 1/1973, che regola validità e effetti delle operazioni referendarie e, all’articolo 20, stabilisce il vincolo del raggiungimento del quorum. Una deroga (con una percentuale al voto ridotta) è stata recentemente prevista, ma solo nel caso di proposte di “fusione” di Comuni.

Il Tar chiude la faccenda?

«Si deve quindi concludere», sentenzia il Tar, «che il raggiungimento del quorum prestabilito costituisce, al pari di quanto avviene per ogni referendum consultivo, il necessario requisito che deve sempre precedere il successivo vaglio della proposta da parte del Consiglio regionale, che resta pertanto precluso quando alla consultazione non abbia partecipato almeno “la maggioranza degli aventi diritto”». «Criterio proporzionato e adeguato all’esigenza, insita nel sistema», concludono i giudici, «di riconoscere a fondamento dell’iniziativa popolare – inizialmente sollecitata da un ristretto numero di sottoscrittori – il reale coinvolgimento della popolazione interessata, così da sottoporre all’esame del Consiglio non tutte le iniziative, indipendentemente dal numero dei votanti, ma solo quelle delle quali sia stata accertata l’effettiva consistenza, cioè il radicamento nella popolazione coinvolta dalla consultazione (…) per non aggravare l’organizzazione dei lavori».

Finisce così?

Dai rumors arrivati dalle persone vicine a Sitran che hanno sostenuto e combattuto per la separazione dei due comuni sembra ci sia la proposta di rivolgersi al Consiglio di Stato nel tentativo di rovesciare la sentenza del Tar. Certo non sarà facile. Il costo delle spese legali è elevato (parliamo di oltre 10.000 euro) ma da quanto arrivato in nostro possesso sembra si sia già mossa una raccolta fondi per raggiungere la cifra. Di certo il coraggio non manca. E la lotta continua. Sarà l’ultimo tentativo?

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