Veneto

Il vaccino

Questione di ore e il dossier sul vaccino del trio AstraZeneca, Oxford e l’italiana Irbm planerà sui tavoli dell’Fda americana e dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco per ottenere il via libera alla commercializzazione. E per noi italiani è un’ottima notizia, perché grazie all’accordo già siglato dalla commissione Ue nel nostro Paese arriveranno a gennaio i primi due milioni di dosi, che diventeranno 60 entro giugno. Un quantitativo buono a immunizzare 30 milioni di italiani, visto che a 28 giorni serve fare il richiamo.

Speranza

«Abbiamo un accordo con il ministro della Salute per produrre noi, che pure siamo un centro di ricerca, le dosi per vaccinare gli altri 10 milioni di italiani che mancano a raggiungere l’immunità di gregge», rivela Piero Di Lorenzo, ad della Irbm. «Le agenzie regolatorie europea e italiana faranno tutte le verifiche del caso: un vaccino anti covid potrà essere somministrato soltanto in condizioni di piena e assoluta sicurezza», mette in chiaro Speranza.

Eventuali problemi

Che però tira un sospiro di sollievo, sapendo che gli altri quattro candidati vaccini con i quali l’Europa ha stretto degli accordi ci darebbero più di un problema. Quello Pfizer ugualmente in dirittura d’arrivo va conservato alla polare temperatura di meno 75C°. I tedeschi hanno le celle frigorifere adatte sparse per i loro lander, noi no. Del vaccino Janssen, anch’esso in fase finale di sperimentazione, ne abbiamo prenotate 54 milioni di dosi. Mail richiamo va fatto dopo due mesi anziché uno e questo allungherebbe i tempi della campagna vaccinale. Quelli di Sanofi e CureVac sono ancora in fase due di sperimentazione. E bene che vada le prime dosi le avremo a primavera inoltrata. Ora bisognerà che le agenzie regolatorie analizzino i dati, ma un occhio a quelli delle prime fasi della sperimentazione lo hanno già dato e i risultati sembrano promettenti.

Il vaccino inglese

Il professor Andrew Pollard, responsabile della sperimentazione del prototipo di Oxford ha spiegato che somministrando prima mezza dose di vaccino e a distanza di un mese il dosaggio intero si è ottenuta una efficacia del 90%. E quel che più conta la barriera protettiva si è alzata anche sulla popolazione anziana, che è poi la più a rischio.Anche se il dato viene da solo tremila degli oltre 23mila volontari arruolati nella sperimentazione, il Premier britannico Boris Johnson esulta accogliendo come «incredibilmente esaltanti le notizie da Oxford». Sia perché sa di avere in cassaforte 90 milioni di fiale, 20 delle quali già a fine anno. E poi per il fatto che essendo quelli di AstraZeneca tra i primi a partire con i test sull’uomo sappiamo che per almeno per sette mesi abbondanti l’immunizzazione regge. Il tempo trascorso da quando l’antidoto è stato inoculato ai primi volontari.

OMS

Anche al palazzo di vetro dell’Oms la notizia è stata accolta con entusiasmo, visto che degli oltre tre miliardi di dosi che la multinazionale britannica è pronta a lanciare sul mercato mondiale nel 2021 un quota è riservata ai Paesi poveri: «Il fatto che AstraZeneca abbia creato un vaccino dal prezzo abbordabile e facile da conservare è una cosa buona per le popolazioni di tutto il mondo», sottolinea il capo ricercatore dell’Oms, Soumya Swaminathan.Il piano per somministrare qualcosa come 80 milioni di dosi a 40 milioni di italiani leva però il sonno a Speranza, vista anche la debacle regionale della campagna antinfluenzale.

Arcuri

Il commissario sull’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, risponde ad alcune domande dei giornisti, davanti al dipartimento di Portezione Civile, Roma 24 marzo 2020. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Tanto per dire, alla scadenza di venerdì scorso solo 10 regioni su 21, poi diventate 13, ha presentato al commissario Arcuri la lista degli ospedali dove somministrare a gennaio i primi vaccini anti covid al personale sanitario. «Lavoriamo giorno e notte perché tutto sia pronto», ha assicurato il Ministro. Che ha breve presenterà il Piano vaccini, che al momento non contempla l’obbligo. Anche se poi Speranza ammette di voler prima vedere i numeri per capire se servirà o meno introdurlo. Arcuri alla Camera ha spiegato che in prima battuta ci sarà negli ospedali e nelle Rsa «un punto di conservazione e somministrazione ogni 20mila abitanti». Ma per quando si ratterà di immunizzare l’intera popolazione il piano si ispira al modello tedesco, che prevede di utilizzare anche le gradi aree fieristiche per evitare assembramenti e i già collaudati drive Inn. Mentre una app europea, basata su tecnologia estone, dovrà consentire di prenotare il vaccino e segnalare eventuali eventi avversi.

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