Veneto

Il Veneto piange 14 morti e sfonda quota 2600 casi in 24 ore

Il Veneto apre le porte a chi, finalmente, ha deciso di vaccinarsi ed elimina l’obbligatorietà della prenotazione. Vuoi avere la prima dose? Prego, l’accesso è libero, basta presentarsi in un centro vaccinale della propria Ulss e mettersi in coda. E cambia anche il sistema per chi ha già prenotato e vuole anticipare la seduta vaccinale: da adesso sarà possibile cercare nuove date senza perdere il posto. Sono le uniche notizie positive date ieri dal presidente della Regione Luca Zaia. Per il resto c’è poco di cui rallegrarsi: i contagi sono in aumento (2.362 positivi nelle ultime 24 ore, il dato più alto di tutta Italia), idem i ricoveri (altri 40 pazienti nelle aree mediche per un totale di 553 ricoverati più 105 in terapia intensiva, quando l’altro giorno in rianimazione ce n’erano 100), il declassamento in fascia gialla è atteso per metà dicembre, mentre a giorni è attesa la riduzione dell’attività specialistica in tutti gli ospedali. «E questa è la vera sconfitta», ha detto Zaia.

Accesso libero

Alcune Ulss, come la 3 Serenissima di Venezia, l’avevano già anticipato, adesso è ufficiale in tutta la regione: per avere la prima dose del vaccino anti Covid-19 non serve più la prenotazione, l’accesso agli hub vaccinali è libero. Altro capitolo, la terza dose: chi ha già prenotato rispettando il termine dei 6 mesi riceverà una mail in cui troverà un link; collegandosi potrà cercare una nuova data in modo da anticipare a 5 mesi la terza dose. Il vantaggio, e la diversità rispetto al modello precedente, è che non serve più disdire la vecchia prenotazione per cercare un’altra data, prima c’era il rischio di non trovare niente e restare a mani vuote. Lo stesso sistema entrerà in funzione anche per le nuove prenotazioni così, in qualsiasi momento, si potrà cambiare la data senza perdere la priorità acquisita.

Il perchè

Perché queste scelte? Sicuramente per incentivare la campagna di profilassi, dal momento che, come ha sottolineato Zaia, la vaccinazione funziona: «L’80 per cento dei ricoverati in terapia intensiva è rappresentato da non vaccinati, mentre nelle aree non critiche l’incidenza di questa categoria è del 55%. Oggi negli ospedali abbiamo complessivamente 658 pazienti Covid, l’anno scorso non avevamo i vaccini e alla data del 30 novembre 2020 i ricoverati erano 3.200. L’ospedalizzazione si è ridotta a un quarto». L’obiezione dei no vax è scontata: se sta andando meglio rispetto all’anno scorso perché insistere con il vaccino e con il Green pass? Zaia ha spiegato che il problema del personale sta diventando insostenibile: ci sono più contagi, si fanno più tamponi (50mila un anno fa, ieri sono stati 138.491), è aumentato il tracciamento, c’è il lavoro negli hub vaccinali, eppure gli infermieri e i medici – ai quali il governatore ha rivolto un ringraziamento per l’operato – è sempre quello. E, infatti, a ore la Regione deciderà quali prestazioni ospedaliere ridurre: «Faremo una circolare con indicazioni uguali per tutte le Ulss – ha detto l’assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin – ed è un peccato perché stavamo cercando di recuperare le 500mila prestazioni sospese l’anno scorso, eravamo arrivati a effettuarne 200mila. Se adesso dobbiamo fare un nuovo stop, torneremo ad accumulare ritardi». «È come nel gioco dell’oca», ha commentato, amaro, Zaia.

Terza dose

Ma il cambio di sistema delle prenotazioni risponde anche a un’altra motivazione: l’onda dei terzodosisti, i vax convinti che hanno avuto la prima dose tra la fine della primavera e l’estate e che adesso, passati i 5 mesi, premono per avere il cosiddetto booster. Di quanta gente si tratta? «Per rispondere a tutti dovremmo vaccinare 2 milioni di veneti entro l’anno: la vedo dura. Il nostro obiettivo – ha detto Zaia – è garantire 40mila dosi al giorno, vorremmo arrivare anche a 50mila». Certo, se si fa «squadra», si può fare meglio. Di qui l’invito ai medici di medicina generale – che lamentano la mancanza di dati da parte di Azienda Zero – a «lavorare insieme e in serenità».

I dati

Posto che il Veneto è all’85,8% di persone che hanno avuto o prenotato almeno una dose di vaccino, secondo il presidente della Regione «c’è spazio per un ulteriore 4%». Gli ultimi dati: over 80 99,9%, 70-79 anni 93,2%, 60-69 anni 90,2%, 50-59 anni 86,1%, 40-49 anni 80,4%, 30-39 anni 80,3%, 20-29 anni 84,6%, 12-19 anni 73,7%. Dal 23 dicembre, poi, potranno vaccinarsi anche i bambini dai 5 agli 11 anni. «È una scelta che spetta ai genitori – ha detto Zaia – ma non troverei giusto scaricare sui bambini le scelte di quel 20% di adulti che non si sono vaccinati: si rimbocchino loro le maniche prima di passare alla vaccinazione dei bimbi». Da ultimo, gli aggiornamenti sulla variante Omicron: 13 i veneti rientrati dal Sudafrica, tutti negativi.

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