Veneto

Il Veneto torna arancione

“Saremo zona arancione. Ve lo posso annunciare, me l’ha detto il ministro. Resta da capire solo se da martedì o da mercoledì”. L’ha annunciato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia durante il punto stampa sull’andamento della pandemia, dalla sede della Protezione civile a Marghera. Nel pomeriggio, da Roma, la notizia è stata confermata con la data di ritorno in arancione fissata a martedì 6 aprile. 

Scuole

scuola gambarare

Riapriranno dunque le scuole, (mercoledì, come era annunciato) non solo fino alla prima media, come previsto anche in zona rossa in tutta Italia, ma anche le superiori al 50 per cento. Questo fino al 30 aprile. 

L’Rt

I dati che hanno consentito al Veneto di tornare in arancione sono quelli relativi all’indice Rt tornato sotto l’1,25 (ora è 1,12) e all’incidenza tornata sotto la soglia dei 250 casi ogni centomila residenti (ora è scesa a 227). Anche la percentuale di occupazione delle terapie intensive e dei reparti di area non critica è sotto la soglia di allarme.  

Cosa cambia

In zona arancione, rispetto alla zona rossa, ci si può spostare liberamente all’interno dei confini comunali, anche senza autocertificazione. Ma non si può uscire dal proprio Comune se non per comprovate ragioni di salute, lavoro, necessità. Possono restare aperti i negozi, anche quelli di parrucchieri, barbieri, estetisti. Si può praticare lo sport liberamente all’interno dei confini comunali, sempre rispettando le norme sul distanziamento. Quindi sport individuali e non di contatto. 

La pandemia

«C’è una flessione tendenziale delle curve – ha precisato Zaia – ma ancora non è confermata, però la luce in fondo al tunnel si vede. Le fasce d’età più colpite non sono più quelle ultra 80 e 70 anni ma dai 45 ai 64, così per le mortalità. Il che significa che dove abbiamo vaccinato l’infezione non c’è più». «Abbiamo subito – ha concluso – 3-4 ondate di Covid, ma non abbiamo lasciato nessuno a terra, si è vista la differenza di una sanità che funziona».

I vaccini

«Dalla prossima settimana la fornitura sarà di 149.920 vaccini, poi mediamente continua così fino al 26 aprile», annuncia Zaia. «Se ne facciamo 30 mila al giorno – ha aggiunto – ogni 5 giorni li finiamo, se ne avessimo di più ne faremmo di più». «Abbasseremo il livello di vaccinazioni – ha quindi puntualizzato Zaia – rapportandolo alle forniture che arriveranno, e ne faremo circa 20-21 mila al giorno. In tre settimane potremo pensare di coprire i 450 mila abitanti over 80 e fragili. Oltre alla quantità di vaccini, c’è anche la qualità delle vaccinazioni, come il problema di raggiungere molti a domicilio. Per le altre fasce – ha concluso – presumibilmente si slitterà a maggio». 

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