Veneto

Il virus mutato arriva dal Regno Unito

Dall’inizio della pandemia il virus Covid-19, secondo gli scienziati, ha avuto 12mila 706 mutazioni genetiche. Una, magari nemmeno l’ultima, sta mettendo in fibrillazione il mondo intero, con blocco immediato dei voli da e per la Gran Bretagna dove si è diffusa la variante e con interrogativi, ai quali per ora mancano risposte certe, sull’efficacia della campagna vaccinale per il Coronavirus che sta partendo in tutto il mondo. La mutazione che si è diffusa a Londra e nel Sud della Gran Bretagna è già arrivata in Sud Africa, Danimarca e Australia, ma c’è un caso pure in Italia come annuncia il ministero della Salute: «Il paziente, e il suo convivente rientrato negli ultimi giorni dal Regno Unito con un volo atterrato all’aeroporto di Roma Fiumicino, sono in isolamento e stanno seguendo tutte le procedure».

OMS

L’Oms sta monitorando i cinque continenti per inseguire le tracce del contagio che potrebbe aprire nuovi scenari.L’Olanda, già nella notte tra sabato e domenica, ha bloccato tutti i voli da e per il Regno Unito. Lo stesso ha fatto l’Italia da ieri pomeriggio come annunciato dal ministro della Salute, Roberto Speranza: «La variante del Covid, da poco scoperta a Londra, è preoccupante e dovrà essere approfondita dai nostri scienziati. Nel frattempo scegliamo la strada della massima prudenza. Ma è indispensabile il massimo coordinamento europeo». Lo stop dei voli fino al 6 gennaio è accompagnato dal divieto di ingresso in Italia per chi ha soggiornato in Gran Bretagna negli ultimi 14 giorni. Chi fosse già nel nostro Paese è invece invitato a sottoporsi a test molecolare o antigenico. Allo scalo internazionale di Fiumicino, cosa che non accadeva dal 10 dicembre scorso, i passeggeri sbarcati ieri da un volo proveniente dal Regno Unito sono stati sottoposti a tampone. All’aeroporto napoletano di Capodichino obbligo di quarantena in attesa di indicazioni governative. Analoghi stop ai voli sono stati decisi da Germania, Belgio e Spagna in attesa di un indirizzo comune di tutta Europa. Anche la Francia ha bloccato le frontiere.

La variante

La variante del virus è naturalmente esplosa come una bomba a Londra dove c’è stata la corsa a salire sugli ultimi treni e voli disponibili. Un comportamento «totalmente irresponsabile», lo ha definito il Segretario di Stato alla Salute, Matt Hancock, mentre quello ai Trasporti, Grant Shapps, ha annunciato che le pattuglie di polizia nelle stazioni sarebbero state subito aumentate, così come i controlli di polizia sulle strade. In un’intervista a Sky News lo stesso Matt Hancock ha annunciato: «Il nuovo ceppo è fuori controllo. Le restrizioni potrebbero durare mesi, chi vive nelle regioni Tier 4 deve comportarsi come se avessero già il Covid-19».

Cambierà il vaccino?

Ma il grande interrogativo che agita il mondo politico e quello scientifico è se il vaccino in produzione sia efficace contro questa variante di virus. Si sa che il virus modificato interviene sulla proteina Spike che regola i meccanismi di controllo nella fusione tra Covid-19 e la cellula umana ospite. Si sa che questa nuova variante ha un tasso di contaminazione del 70% in più del virus fino ad oggi noto, come ha annunciato il primo ministro, Boris Johnson, ma non c’è evidenza che sia resistente ai vaccini che vengono già utilizzati nel mondo e che dal 27 dicembre saranno somministrati anche in tutta Europa. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, è ottimista: «Le prime informazioni dicono che non sembra fare maggiori danni ma produce più contagiati e questo rimane un problema serio. È più veloce, non più letale. Sembra che i vaccini possano funzionare ugualmente, ma servono informazioni più solide. Ho già chiesto ai nostri esperti di verificare le sequenze genomiche nel nostro Paese».

Maggiori controlli

L’Organizzazione mondiale della sanità, dal canto suo, chiede maggiori controlli in Europa, annuncia di stare già lavorando a stretto contatto con le autorità sanitarie britanniche, ma teme che questa variante «potrebbe anche incidere sull’efficacia di alcuni metodi diagnostici» attualmente in uso. Il virologo Fabrizio Pregliasco assicura che il vaccino dovrebbe funzionare così com’è: «Nella peggiore delle ipotesi il vaccino dovrebbe solo essere aggiornato come si fa con il vaccino antinfluenzale. Non c’è bisogno di ripartire da zero». Giacomo Gorini, il ricercatore italiano dell’Università di Oxford che sta lavorando alla messa a punto del vaccino di AstraZeneca afferma a sua volta che, sotto il profilo del vaccino, questa mutazione inglese cambia poco per non dire nulla: «Nello sviluppo del siero – spiega Gorini – la superficie del virus resta uguale».

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