Veneto

In Veneto da quattro giorni nessun decesso per il Covid

Il vaccino funziona eccome. Alla faccia dei denigratrori o di quelli che dicono di essere vittime di sperimentazioni. Zitti e buoni. I vaccini funzionano ed è meglio stare zitti. Chi ha saputo fare il proprio lavoro l’ha fatto bene, e non tirate in ballo la bella stagione. Il covid non va in ferie. I rischi sono minimi, le percentuali parlano chiaro. Ci possono essere effetti collaterali ma, fino a prova contraria, chi fa l’elenco presunto dei morti per vaccino è smentito dalle autopsie. Certo qualche rischio si corre. La scienza è anche sperimentazione. Per quello ora i riflettori sono puntati sui vaccini, e sui ricalcoli della campagna dovuti al caos Astrazeneca (l’unico che ha un target di età per la somministrazione), ma sono i dati del contagio a indicare una possibile uscita dal tunnel. Il Veneto da quattro (ripetasi quattro) giorni consecutivi non registra nuovi decessi. Anche oggi il dato delle vittime è fermo a 11.600. Pochi i nuovi casi di positività, 74 nelle ultime 24 ore, per un totale dall’inizio dell’epidemia di 424.708. E il miglioramento prosegue anche sul fronte ospedaliero. I posti letto occupati da malati Covid sono complessivamente 417 (-27), dei quali 368 (-24) nelle aree mediche, 49 (-3) nelle terapie intensive. I dubbiosi volevano fatti? Eccoli serviti su un piatto d’argento tempestato di diamanti.

Zaia

Sulla campagna vaccinale, il presidente Luca Zaia si è detto fiducioso – se resteranno confermate le forniture di dosi anti-Covid – che a fine agosto tutti i veneti potrebbero essere vaccinati. C’è tuttavia da mettere in conto il ricalcolo imposto dai 36.000 cittadini under 60 che hanno avuto come prima dose Astrazeneca (in gran parte insegnanti e forze dell’ordine) e ora saranno costretti al richiamo con un farmaco diverso, Rna messaggero, quindi Pfizer o Moderna. Ah, mettiamo pure in dubbio Zaia allora e i dati.

La situazione in Italia

Il quadro nazionale ha lo stesso problema di fronte, come ha spiegato a Venezia Giorgio Palù, presidente di Aifa. La campagna vaccinale, ha spiegato, andrà incontro a inevitabili ritardi, ma potrebbe terminare, salvo disponibilità di dosi, entro la fine di settembre. «In Italia – ha detto – sono 930mila le persone con meno di 60 anni a cui è stato somministrato il siero AstraZeneca e che ora dovranno ricevere una seconda dose di vaccino a Rna messaggero. A ciò si aggiungano gli oltre 2 milioni di giovani tra i 12 e 15 anni che inizialmente non erano inclusi nella campagna. Un ricalcolo, visti i numeri, sarà inevitabile».

Vaccini e adolescenti

E proprio sul vaccino agli adolescenti Palù ha fatto altre importanti precisazioni. «L’Aifa – ha detto – ha deciso di dare una valutazione sulla sicurezza dei vaccini per gli adolescenti poco dopo la stessa decisione dell l’Ema, anche perchè si era in una fase di diffusione del virus intermedia, non bassa come l’attuale. Ora studi recentissimi, che stanno arrivando da molte prestigiose università’, hanno dimostrato che gli effetti collaterali sono minimi». Sul tema del richiamo con un vaccino diverso dalla prima dose, Palù ha ribadito che la vaccinazione eterologa «è sicura, è conferma la sua maggiore efficacia rispetto a quella omologa; inoltre stanno svanendo i timori su una possibile maggior reattogenicità. Stiamo immunizzando milioni di persone Come Aifa ci siamo espressi in base ai dati forniti dalla scienza». Ieri intanto sono state 42.414 le dosi di vaccino somministrate in Veneto. Il 22% della popolazione, 1.066.269 persone, ha già completato il richiamo. E adesso cari elencatori di morti presunte come la mettiamo?

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