Veneto

In Veneto la variante Delta è già all’11 per cento

La variante Alfa o inglese rimane la più diffusa in Veneto ma tutto sommato non fa paura, così come la variante brasiliana o Gamma, seconda per diffusione. A preoccupare è invece la più contagiosa variante Delta o indiana che a differenza delle altre sta crescendo in modo esponenziale. Padova, Venezia e Treviso sono le province dove è stato identificato quest’ultimo tipo di variante. A delineare questo nuovo quadro è l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie che ieri ha pubblicato i risultati ottenuti per il Veneto dalla più recente indagine rapida di stima di prevalenza delle varianti del virus Sars-Cov-2 coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità.

I numeri

La “flash survey” (indagine flash) si basa sull’analisi di 27 campioni positivi al Covid 19 raccolti in due giorni, il 21 giugno e il 22 giugno. I virus presenti in questi 27 campioni sono risultati appartenere a quattro varianti diverse: il 59,26% appartiene alla variante Alfa, variante identificata per la prima volta in Inghilterra, il 22,22% è relativo alla variante Gamma, discendente della variante identificata per la prima volta in Brasile, l’11, 11% appartiene alla variante Delta, variante identificata per la prima volta in India, e il 7,41% appartiene alla variante colombiana.

L’andamento

«È evidente come ad oggi la variante Alfa rimanga prevalente, nonostante sia opportuno sottolineare che la frequenza di tale variante si sia ridotta passando dal 94,2% di maggio a circa il 60%», dice la dottoressa Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. «La variante brasiliana è presente nel territorio nazionale e in Veneto già da molti mesi e non ha dimostrato la capacità di crescere in modo esponenziale. Quella che invece desta un po’ più di preoccupazione è la variante indiana, la Delta, che è aumentata rispetto a un mese fa». Un esito che si poteva prevedere. «Ce l’aspettavamo in quanto la conosciamo come variante molto contagiosa che con l’andare del tempo tenderà a soppiantare la variante inglese».

La crescita

La prevalenza della variante Delta o indiana nel territorio regionale è cresciuta di 9,61% punti percentuali rispetto alla sorveglianza precedente, quella del 23 maggio, passando dall’1,5% all’11,11%. Una discreta diffusione in Veneto continua ad averla anche la variante Gamma o brasiliana che è stata identificata nelle province di Venezia, Padova, Vicenza e Verona. Considerato che la variante si caratterizza per la presenza di mutazioni che possono avere un impatto sulla capacità neutralizzante anticorpale, l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie raccomanda di effettuare un attento monitoraggio della sua diffusione sul territorio regionale.

Tracciamento

«Per il momento parliamo fortunatamente di numeri contenuti per quel che riguarda tutte le varianti», dice la dottoressa Ricci. «Il tracciamento e il contenimento del virus attraverso isolamento e quarantena insieme all’effetto favorevole della vaccinazione fanno sì che la situazione in Veneto rimanga sotto controllo». Per quanto riguarda infine la variante colombiana è stata identificata in due casi tra loro correlati nella provincia di Vicenza. Questo tipo di variante, si è rapidamente diffusa aumentando notevolmente di frequenza in alcune aree del paese, ma a oggi non ci sono informazioni precise. Lo Zooprofilattico allerta sulle mutazioni individuate che potrebbero ridurre l’efficacia della vaccinazione o dell’immunità acquisita in seguito a infezione naturale.

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