Veneto

Inaugurata a Trieste FREEeste, la nuova area logistica retroportuale

A Bagnoli della Rosandra in regime di punto franco

Trieste ha inaugurato ufficialmente FREEeste che sta per Free Zone of Trieste, ovvero la nuova area logistica retroportuale in regime di punto franco del capoluogo giuliano le cui caratteristiche sono un regime giuridico di Punto Franco trasferito a Bagnoli della Rosandra, in una zona di proprietà di Interporto di Trieste Spa, destinato a logistica e stoccaggio con la possibilità di svolgere attività manifatturiere e industriali in punto franco, ancor più in un’area strategica in cui ferrovia e terminal intermodali sono integrati e c’è una connessione diretta con la Free Zone del Porto di Trieste attraverso un corridoio doganale.

Il Governatore

“Si tratta – ha sottolineato il Governatore del Fvg Massimiliano Fedriga in occasione dell’inaugurazione di mercoledì scorso – di un’opportunità non solo per Trieste e per il Friuli Venezia Giulia ma per il Paese. Usufruire di una zona franca per l’insediamento di attività imprenditoriali e industriali – ha spiegato – significa offrire, in virtù di una specificità unica a livello europeo che può portare sviluppo e lavoro, un’opportunità in termini di competitività al Paese intero. Un processo nel quale la Regione Friuli Venezia Giulia ha creduto e continua a credere”.

 

 

Il governatore ha pure evidenziato, nell’occasione, l’importanza della sinergia tra gli Interporti di Cervignano e Trieste, tradottasi anche in un passaggio di quote, a riprova che “la nuova politica logistica a livello regionale prevede un approccio in cui tutti i soggetti sono protagonisti”.

 

La struttura

La struttura, acquisita da Interporto di Trieste da Wärtsila Italia a dicembre 2017, con un investimento di 21 milioni di euro, comprende un’area di 240 mila metri quadri, di cui 74 mila coperti, e include un raccordo ferroviario con la stazione di Aquilinia.

“Una realtà – ha sottolineato il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale, Zeno d’Agostino – che è segnale di una “svolta” e che è “già a regime”. D’Agostino ha anche aggiunto che “servono 3 milioni di euro per mettere a posto l’infrastruttura ferroviaria della nuova area” sottolineando che “come Consorzio di sviluppo economico locale dell’area giuliana ci stiamo lavorando e quindi stiamo portando avanti la progettazione, grazie alla direzione ferroviaria dell’Authority.”

L’inaugurazione

“L’inaugurazione della prima Free zone retroportuale del porto di Trieste – ha dichiarato in una nota Debora Serracchiani, ex presidente del Fvg e attuale deputata Pd – non solo è un evento in sè ma è anche e soprattutto l’apertura di una grande chance per il futuro economico di Trieste e di tutte le aree cui potrà mettersi a servizio. Sono orgogliosa di aver lavorato per questo obiettivo con altre istituzioni e soggetti privati animati da buona volontà e visione

Decisamente soddisfatto il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. “Qualche anno fa – ha affermato – arrivava un imprenditore che chiedeva 5000 metri quadrati e non li avevamo. Oggi abbiamo 75mila metri quadrati di magazzini con la possibilità di costruirne altrettanti in zona franca integrale. Un cambiamento direi epocale”.
“Una zona franca integrale – ha aggiunto – che da oggi diventa una locomotiva, un traino importante per tutta la regione Friuli Venezia Giulia e non solo. Una grande opportunità di investimenti e di lavoro”.

Le critiche

L’ex senatore Francesco Russo, attuale vice presidente del Consiglio Regionale, ha invece sottolineato, non senza una punta critica, che “quattro anni fa c’era chi sosteneva che la sdemanializzazione di Porto Vecchio avrebbe abolito i punti franchi ma l’inaugurazione della prima free zone retroportuale del porto di Trieste nell’area ex Wartsila sta invece a dimostrare che chi lo diceva raccontava bugie.

Ciò che si è concretizzato, lo spostamento del punto franco lì dove effettivamente può attrarre investimenti e quindi posti di lavoro, rappresenta invece – ha aggiunto l’ex parlamentare Pd – uno dei pilastri su cui sviluppare la Trieste del futuro, assieme anche alla riqualificazione di Porto Vecchio e all’istituzione della città metropolitana.”

Lucio Leonardelli

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