Veneto

Italia a rischio stretta ad anno appena iniziato

Il tasso di positività che sale di un punto e mezzo in un giorno e l’Rt che in alcune regioni torna a superare la soglia considerata critica dell’1. Il 2020 è alle spalle, ma il nuovo anno non si apre con dati migliori sul fronte del contenimento della diffusione del virus. Il primo bollettino del 2021 registra infatti oltre 20mila contagi in 24 ore, 22.211 per la precisione. Una leggera flessione rispetto ai 23.477 contati il 31 dicembre, quando però erano stati effettuati 186.004 tamponi. Ieri i test sono stati meno, 157.524, e il tasso di positività (il rapporto tra positivi e tamponi) è cresciuto, arrivando a toccare quota 14,1% rispetto al 12,6% del giorno precedente.

La preoccupazione

Un balzo in avanti considerato preoccupante dagli esperti, soprattutto se unito all’aumento dell’Rt, al numero dei morti sempre alto (462, erano 555 giovedì) e all’avvicinarsi del 7 gennaio, giorno in cui l’Italia – se non ci saranno ulteriori provvedimenti restrittivi del governo la prossima settimana – tornerà gialla (tranne l’Abruzzo arancione).Se infatti fino all’Epifania tutte le regioni sono in zona rossa per le festività, dal 7, scaduto il decreto, riaprono in parte scuole, bar e negozi. Questi ultimi avranno un piccolo anticipo il 4 gennaio (unico giorno arancione delle feste) quando peraltro in alcune regioni saranno iniziati i saldi.

Un raggio di luce?

In Italia si osserva una decrescita lenta della curva del contagio e con questi dati una parte del Paese potrebbe essere sottoposta a restrizioni da zona rossa o arancione anche dopo la Befana: a rischiare per ora sono soprattutto Veneto, Liguria e Calabria, che secondo l’ultimo rapporto dell’Iss hanno superato il valore 1 di Rt. Vicine a quella soglia anche Puglia, Basilicata e Lombardia. Sarà il governo a decidere, la prossima settimana, a seguito delle verifiche degli esperti sul monitoraggio dell’Iss, con una riunione della cabina di regia che assegnerà i “colori” alle regioni in base alla situazione del contagio.

Veneto a rischio

Al momento il Veneto si conferma la regione con il maggior incremento quotidiano di casi (+4.805), seguito da Lombardia (+3.056), Emilia-Romagna (+2.629), Lazio (+1.913), Campania (+1.734), Puglia (+1.395), Sicilia (+1.122) e Piemonte (+1.058). La curva «è in decrescita» ha osservato il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, durante la conferenza stampa di fine anno, ma «bisogna continuare con il rigore». I dati che vediamo oggi, ha sottolineato, sono gli effetti del periodo prenatalizio, mentre «per valutare l’impatto delle festività occorre attendere la metà di gennaio». Sono cinque le regioni in cui «c’è una probabilità sopra al 50% di superare la soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica in 30 giorni» e tre quelle a rischio per le terapie intensive. Terapie intensive che ieri hanno registrato un lieve calo dei ricoveri (-2) così come è sceso il numero dei ricoverati con sintomi in altri reparti (-329).

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