Veneto

Italia in attesa di J&J: «Lo useremo»

È il bis di AstraZeneca, una potenziale nuova zavorra per il piano vaccinale italiano. Anche Johnson&Johnson’s viene bloccato, questa volta dalla Fda, l’autorità Usa di controllo sui farmaci, e lo stop arriva proprio nel giorno in cui sono state consegnate all’Italia le prime 184 mila dosi del vaccino americano. Un grosso problema, se il blocco dovesse essere confermato, perché l’Italia ha prenotato oltre 26 milioni di J&J di dosi per tutto il 2021. Il governo, però, confida che tutto possa risolversi nel giro di qualche giorno, come accaduto per AstraZeneca, anche perché di fatto il problema sembra essere lo stesso. Anche nel caso del vaccino J&J l’allarme è scattato dopo la segnalazione di alcuni casi di trombosi che si sono verificati pochi giorni dopo la somministrazione del farmaco.

Pochi casi

Pochissimi casi, va precisato: sei – uno fatale – su circa 6,8 milioni di iniezioni effettuate negli Usa. «È un evento davvero raro, meno di uno su un milione finora», spiega Anthony Fauci, il luminare statunitense dell’immunologia. In pratica, sarebbe più pericoloso prendere un comune anti-infiammatorio per curare un mal di testa. La stessa Food and Drug Aministration afferma che lo stop potrebbe durare solo qualche giorno e che la misura è stata presa «per un eccesso di cautela» perché «in questo momento, questi eventi avversi sembrano essere estremamente rari». I casi di trombosi hanno riguardato solo donne, tutte sotto i 48 anni. Un quadro simile, appunto, a quello che ha fatto scattare l’allarme per AstraZeneca. Fatto sta che J&J ha ovviamente sospeso le consegne, in attesa del pronunciamento della Fda. L’Ue per ora «prende atto», in attesa di maggiori informazioni dagli Usa dal momento che «non ci sono ancora dati europei, poiché le consegne sono iniziate solo ieri e il vaccino non è stato ancora somministrato nell’Unione». In ogni caso, precisano, è da dimostrare che i sei casi Usa siano stati causati dal vaccino: «Attualmente non è chiaro se esista un legame».

L’Italia

Il governo ha subito convocato una riunione con gli esperti: il ministro della Salute Roberto Speranza ha fatto il punto con Silvio Brusaferro (Iss), Giovanni Rezza, Franco Locatelli (Cts), Giorgio Palù e Nicola Magrini (entrambi dell’Aifa). E proprio Magrini, dopo l’incontro, spiega che l’Italia conta di poter utilizzare presto anche J&J: «Sarà immediatamente parte della campagna vaccinale se, come credo, nell’arco di due o tre giorni o forse anche meno e si potrà avere di nuovo semaforo verde» dalla Fda. Magari, come per AstraZeneca, si consiglierà di utilizzarlo solo per gli ultrasessantenni. Insiste Magrini: «È una pausa di grande cautela, forse eccessiva in un momento di crisi pandemica».Parole simili a quelle del ministro Speranza: «Valuteremo nei prossimi giorni, appena Ema e gli Usa ci daranno notizie più definitive, quale sarà la strada migliore, ma io penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perché è un vaccino importante». Il governo, insomma, conta di riuscire a limitare l’impatto di questo ulteriore ritardo, grazie anche alle ulteriori dosi di Pfizer in arrivo. «Il blocco di J&J ha un impatto molto limitato sul piano di vaccinazioni», assicura la ministra Mariastella Gelmini.

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