Veneto

Italia seconda in Europa per vaccinazioni

Ora abbiamo un po’ meno paura di restare senza vaccini da iniettare, almeno nel breve periodo. Perché a disposizione ne abbiamo due. E il secondo, a differenza del primo, si può conservare anche un mese in un normale frigorifero. Dopo il via libera della nostra Agenzia del farmaco, già la prossima settimana arriveranno in Italia le prime fiale del vaccino Moderna: ne aspettiamo un milione e 300mila entro fine marzo, in tutto 11 milioni da qui all’estate (con probabile raddoppio da definire, in base agli accordi europei). Saranno consegnate e stoccate nell’aeroporto romano di Pratica di Mare, da dove poi verranno distribuite sul territorio con i mezzi dell’esercito. Si tratta di un siero «sostanzialmente sovrapponibile», per efficacia e sicurezza, a quello di Pfizer, dicono dall’Aifa.

Le differenze

Ma con alcune differenze non banali: è indicato a partire dai 18 anni di età, anziché dai 16, e le due dosi sono previste a distanza di 28 giorni, invece che di almeno 21 come Pfizer. Inoltre, l’immunità si considera pienamente acquisita a partire da 2 settimane dopo la seconda somministrazione, anziché una. E potrebbe durare fino a due anni, secondo quanto anticipato dall’amministratore delegato di Moderna, Stephane Bancel. Su questo punto, però, la raccolta dei dati continua. Infine, il vero valore aggiunto: viene conservato a temperature comprese tra i -15 e -25 gradi, ma è stabile tra +2 e +8 per trenta giorni, se in confezione integra. Questo consente di ampliare di molto gli ambiti di somministrazione e, quindi, di diversificare la platea dei vaccinati. Il Commissario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, ha ribadito in conferenza stampa l’obiettivo di «vaccinare tutti gli italiani che lo vorranno entro l’autunno».

Secondi

Secondo la Fondazione Gimbe, «senza il via libera dell’Ema ad altri vaccini (AstraZeneca in primis) o l’anticipo di consegne, potremo vaccinare circa il 5% della popolazione entro marzo e meno del 20% entro giugno». Del resto, anche per Arcuri il punto è se e quando arriveranno tutte le forniture programmate, non se saremo in grado di smaltirle nell’arco temporale prospettato: «Basta parlare di ritardi, possiamo iniettare tutti i vaccini che ci vengono inviati – ha detto – Siamo molto più preparati degli altri, siamo i primi in Europa». In realtà secondi, quanto a numero di vaccinazioni, dietro la Germania. E sempre secondi, per numero di vaccinati in rapporto alla popolazione, dopo la Danimarca. Dopo dieci giorni, ancora non abbiamo esaurito la prima fornitura di Pfizer (mancano più di 100mila dosi), mentre nei superfreezer delle varie Regioni è stata già immagazzinata la seconda.

A febbraio nuovo step

Da febbraio si passerà al livello successivo, iniziando a vaccinare tutti gli anziani sopra gli 80 anni, i disabili e le categorie “fragili”. Dalla fine di gennaio, poi, dovrebbero essere operativi i primi 1500 medici e infermieri assunti dalle agenzie di somministrazione di lavoro attraverso il bando nazionale. A regime saranno 15mila, in larga parte neolaureati. Andranno ad aggiungersi ai «3800 operatori sanitari già impegnati nella campagna», per potenziare la capacità di somministrazione a livello locale. Quando, in primavera, si entrerà nella fase più impegnativa «e l’alto numero di dosi a disposizione imporrà una maggiore capillarità, si chiameranno in causa medici di famiglia e pediatri, poi anche i farmacisti».

Le priorità

Molto ambizioso, che si parli di settembre o di ottobre. I quali, però, andranno prima vaccinati a loro volta, come è tornato a chiedere il presidente della Federazione degli ordini dei medici, Filippo Anelli: «Siamo vicini a un accordo a livello nazionale per vaccinare tutti, liberi professionisti e odontoiatri – ha spiegato – questa operazione potrà concludersi entro la fine di febbraio». Lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, ha assicurato che «medici di famiglia e pediatri hanno la priorità nelle vaccinazioni e avranno un ruolo fondamentale in fasi diverse della campagna vaccinale».

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