Veneto

Jesolo: novità sulla Tari

TARI riequilibrata, Jesolo si uniforma alle direttive europee sulla equità nella tassazione. Non ci saranno più distinzioni marcate tra residenti e non dopo che un legale, l’avvocato Roberto Rechichi, ha fatto ricorso fino al Consiglio di Stato dimostrando che i non residenti proprietari di seconde case pagavano molto più dei residenti.

In Consiglio, la modifica alle tariffe tari votata dalla maggioranza per l’anno 2019, ha visto il sindaco Zoggia esprimere il suo pensiero replicando alle proteste delle categorie e dell’opposizione.

“Arrivati alla fine dell’anno, l’approvazione del bilancio diventa per le opposizioni jesolane la tradizionale occasione per muovere polemica nei confronti dell’Amministrazione Comunale, cercando in tal modo visibilità su stampa e social”, ha premesse, “ad essere tirata in ballo in questa occasione è la revisione della tariffa TARI, che le opposizioni dicono di non condividere. Si è così contestata una decisione sulla quale i margini di intervento sono pressoché nulli. Legittimo, se si interpreta il ruolo della minoranza come opposizione contro tutto e tutti; e tuttavia, meglio sarebbe stato formulare proposte alternative coerenti con quanto sostenuto finora.

Ai cittadini e alle associazioni di categoria chiedo di ragionare con me sui dati di fatto”. Si parla di aumenti del 15 per cento per le imprese, fino a 50 euro per i residenti a Jesolo Paese.

“Quando si amministra”, dice il sindaco, “occorre purtroppo fare delle scelte e non è possibile accontentare tutti; e questo è quello che è accaduto per la revisione della TARI. I costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, per legge, devono essere coperti al 100% dalle entrate della tariffa. Nel 2019, per tale servizio e a seguito di una sentenza del Consiglio di si è reso necessario un aumento e l’Amministrazione ha perseguito la scelta più equilibrata possibile, cercando di dividere l’onere tra i privati e le attività che operano sul territorio.

Le minoranze, a questo proposito, non hanno risposto ad una mia precisa domanda”. “A carico di chi avrebbero messo i maggiori costi?”, si chiede, “alle famiglie? Alle attività commerciali? Questo non si capisce. Né si comprende perché non hanno presentato alcun emendamento alla proposta tariffaria, rendendo in tal modo chiaro il loro pensiero. Più comodo limitarsi a criticare.

Nel corso del dibattito, a sorpresa, hanno anche ipotizzato un utilizzo dell’imposta di soggiorno per ripianare parte del costo. Ma in tal modo hanno dimostrato tutta la loro incoerenza. Improvvisamente, dopo averlo per anni definito “ingiusto”, hanno trovato una qualche utilità di questo tributo? Un cambio di visione notevole. Non hanno però detto che, per il 2019, l’Amministrazione, accogliendo le richieste delle Associazioni di categoria, ha abbassato l’imposta di soggiorno per un importo pari ad €630.000; meglio ignorare questa diminuzione tributaria, che non fa loro comodo per avere consensi.”

Giovanni Cagnassi

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