Veneto

La beffa delle elezioni falsate

Sembra assurdo ma queste elezioni regione hanno tutta l’aria di passare per falsate. Una beffa insomma, perché mai come quest’anno i fattori che porterebbero a definirle quanto meno “farlocche” ci sono tutti.

La beffa delle esclusioni

Cominciamo con chi è rimasto fuori dalla corsa per le regionali. Dopo l’esclusione per mancanza di firme di due liste è arrivato il ricorso di InV di Spano che, a ben guardare, pur essendo stato bocciato, si è visto dare ragione sul fatto che Guadagnini ha mischiato bene le sue carte dopo essere stato eletto nelle file degli indipendentisti tout court. E vogliamo parlare della Rubinato? Tenuta sulla lama del rasoio fino all’ultimo. La colpa? Un logo troppo simile a quello di Zaia. Mah…sarà un caso….

La beffa delle elezioni a tutti i costi

Chi ci guadagna da tutto questo bailamme è certamente la destra che più di tutti voleva che le elezioni si svolgessero a settembre. Possibilmente anche prima del 20/21. Motivo? Semplice. Cavalcare nel modo più sapiente e veloce tutto l’affare mediatico che, legato al Covid, Zaia e i suoi hanno ben gestito.

Lorenzoni fuori uso

Altro fattore importante. Dato quasi ormai per assodato che Zaia vincerà a mani basse e con la sua lista, nonostante gli appelli del leader Salvini a votare Lista Lega, Arturo Lorenzoni, forse il più temuto tra gli avversari, si prende il Covid. Risultato? Tutti i programmi saltati. Alla domanda Arturo Lorenzoni, come si sente? La risposta è «Tutto sommato bene. Ho solo un po’ di febbre, 37.7, e qualche dolore qua e là. La temperatura ha cominciato a salirmi durante la notte e al mattino ho deciso di sottopormi subito al tampone. Positivo. Già, bella sfortuna vero?».

Lorenzoni e la beffa del mancato confronto

Come se la sua campagna elettorale non fosse già abbastanza in salita, i sondaggi vedono Zaia oltre il 70%. «Che non sarebbe stata una passeggiata l’abbiamo sempre saputo. Ma di quei sondaggi, che peraltro danno risultati diversi gli uni dagli altri, do una lettura diversa dalla sua, meno pessimista. Intanto emerge una frattura profonda nel centrodestra, con la Lista Zaia che surclassa nettamente quella della Lega, circostanza che avrà conseguenze al loro interno. Poi mi pare si vedano i segnali del ricompattamento del voto democratico. Gli elettori hanno capito che solo uniti si possono battere le destre, che dobbiamo privilegiare ciò che ci unisce rispetto a ciò che ci divide».

Zaia e l’augurio che sa di beffa

Zaia esprime attraverso l’Ansa la sua vicinanza, augura allo sfidante una pronta guarigione e annuncia di rinunciare agli spazi televisivi a lui riservati, visto che Lorenzoni non potrà sfruttare i suoi: «È il minimo», dice l’attuale Presidente. Splendido colpo elettorale. Con una vittoria quasi in tasca il noblesse oblige fa ancora presa sui votanti. Quanto sia poi sincero questo non si sa.

La beffa covid

E dire che ci avevano avvisato. Prima Crisanti, poi altri fior di virologi. “A settembre il covid tornerà a colpire. Attenzione alle scuole e alle ricadute o rischiamo un nuovo lockdown”. Tombola! Ecco che in Veneto i casi aumentano. Colpa dei vacanzieri che se ne sono andati a spasso per l’Europa portando (parole di Zaia) il virus dalla Croazia. Perché? Briatore, Berlusconi, molti mestrini dove l’hanno preso? In Croazia o in Costa Smeralda?

Elezioni strane

Piaccia o no non erano mai capitate elezioni simili. Causa covid non si possono tenere convegni. Al massimo arrivano venti persone distanziate. Non si possono fare comizi e, dopo lockdown e ricorsi e controricorsi, il tempo per la classica campagna elettorale va a farsi benedire! E allora via di corsa! Il modo più facile? Spendere poco, autofinanziarsi e proporsi tramite social network. Ah che bello l’aperitivo virtuale, la diretta facebook, le opinioni espresse da leoni da tastiera. Oh. C’è anche a chi va bene. A Venezia Brugnaro promette di portare lo spritz a casa. Chissà se manterrà le distanze di sicurezza. A vedere dalle foto non sembrerebbe. Azzerato anche l’uso di mascherine. Almeno per i Fuxia.

La beffa del “si sapeva”

È vero, si sapeva. Sapevamo che il rischio di una ricaduta e di una campagna elettorale fatta in meno di un mese esisteva. Ma come poteva la destra perdere un’occasione così ghiotta? Sia in Regione che in capoluogo dove Baretta si è messo in autoisolamento nonostante sia risultato negativo al tampone. Adesso i social diventano ancora più importanti. Certo che invece che godersi un bel faccia a faccia tra candidati, si diventa matti a seguire facebook 24h su 24h. Non era meglio dare retta a Conte e Zingaretti che chiedevano di spostare tutto a emergenza finita?

Il problema scuola

Eh sì. C’è anche questo problema. Con il Covid ancora in giro non sappiamo nemmeno quando e come portare i figli a scuola. Mezzi pubblici? Creano assembramenti. Scuole con il plexiglass? Prima la Lega si opponeva ora invece ci marcia eccome. E mentre Zaia e Salvini gongolano dicendo che vinceranno con risultati così eclatanti da dare lezione in Europa c’è chi prega che i suoi altarini (leggi Brugnaro) non vengano alla luce troppo presto. O una montagna di civiche anti – Luigi sono pronte a cannoneggiare. Seppur da lontano visto che l’uomo ha già rifiutato ogni one to one.

Occhio alla beffa del salto carpiato

Un avvocato veneziano chiede (carte alla mano) di rinviare le elezioni perché sarebbe violata la par condicio. È d’accordo? Viene chiesto a Lorenzoni. La risposta è laconica.«Il risultato di queste elezioni è indubbiamente falsato perché, al di là del mio attuale isolamento, fin dal principio è stato impossibile svolgere una campagna elettorale normale. Il virus amplia il divario tra chi dispone di ingenti risorse economiche, e dunque può spendere per manifesti e spot radio-tivù, e chi, avendone poche, è costretto a puntare tutto su incontri di persona, con i rischi che vediamo. Di questi tempi la gente non ha tanta voglia di essere avvicinata per parlare di politica, ha ben altre preoccupazioni. E non a torto visto quello che è capitato».

Elezioni da “beffa”

Sia come sia di certo sono elezioni strane. Dove il vero problema sarà l’astensionismo. La paura di andare a votare con la mannaia Covid e senza aver capito un accidente di alcun programma (vale soprattutto per chi ha meno dimestichezza con i social) rischia di creare un buco enorme. Vada come vada, per ora a rimetterci sono solo i professionisti che sapevano fare il loro mestiere. Gestire campagne elettorali. Addio portavoce, addio conduttori. Benvenuto Skype e benvenuto Facebook. Vada come vada, sarà una sconfitta per la democrazia. Mala tempora currunt!

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