Veneto

La Cgil contro Brugnaro che condivide il post della Colle

Ma la Lega prende le distanze

«Alla famiglia Cucchi il comandante generale dei carabinieri e lo Stato italiano hanno chiesto scusa, scuse ufficiali. Nel processo si stanno evidenziando delle cose, la magistratura e i giornalisti stanno facendo il loro lavoro, lo Stato funziona. Ma io credo che ad un certo momento dovremo domandarci se qualcuno ha chiesto scusa per quei tossicodipendenti che, magari, hanno avuto la droga da lui?». Sono quasi le stesse parole, di certo lo stesso concetto espresso dal post della vicesindaco Luciana Colle, quelle del primo cittadino Luigi Brugnaro, che ha difeso la sua vice, finita nella bufera, intervenendo al congresso della Camera del Lavoro della Cgil.

Nella relazione, il segretario Enrico Piron aveva riservato un passaggio alla vicenda di Stefano Cucchi: «Assassinio che annienta la democrazia». Brugnaro ha replicato che forse qualcuno doveva chiedere scusa perché Cucchi era uno spacciatore. Immediata e feroce la reazione della platea: chi urlava al sindaco di andarsene, chi strillava «vergognati», mentre una voce da metà sala ripeteva: «Hanno ammazzato un ragazzo in caserma, ma di cosa stiamo parlando?»; solo l’intervento della moderatrice ha permesso al primo cittadino di continuare, il microfono sovrastato dalle proteste.

«Io non so se Stefano Cucchi spacciasse, se lo faceva il problema c’è: non stiamo parlando di un santo – ha detto Brugnaro – Detto che le scuse erano doverose, che la sorella di Stefano aveva ragione – lo ha stabilito la magistratura – non vedo dove sia lo scandalo se una persona esprime sul proprio canale social un suo pensiero. O non siamo più in libertà?».

Trambusto riassunto dall’hashtag lanciato su Twitter dalla Funzione Pubblica della Cgil veneziana #vergognite. Oltre all’assist di Brugnaro, il vicesindaco prima della giunta ha incassato anche la solidarietà di più di qualche collega assessore. Ma il punto di vista dei partiti è molto sfaccettato, al riguardo.

 

Visto l’andazzo il commissario ad acta della Lega veneziana Alberto Stefani ha controllato una ad una tutte le tessere di militanti e simpatizzanti: «Colle non risulta iscritta, non ha alcun legame col nostro movimento – scandisce il deputato – E siamo anche critici nei confronti di queste sue dichiarazioni fuori luogo e non in linea col partito».

 

Una mozione sul caso rischia di mettere all’ennesima prova la giunta fucsia e la Lega, la presenterà il vicepresidente del consiglio Comunale Giovanni Pelizzato (Lista Casson). «La vicesindaco spiega il post con la sua rabbia nei confronti di Ilaria Cucchi. Ma rabbia perché? Presenterò una mozione per stigmatizzare l’atteggiamento di un amministratore che dovrebbe pensare tre volte prima di fare certe dichiarazioni – annuncia – È questione di ruolo e sensibilità: da vicepresidente vorrei chiarire la questione e vorrei che questa richiesta giovedì in consiglio fosse condivisa da molti». La Lega deciderà in autonomia se aderire, dice Stefani.

Forza Italia la prende in maniera laica: «Se ci sarà mozione e discussione, spero che Colle avrà occasione di spiegare – dice il vicepresidente Saverio Centenaro – Per me si è trattato di una leggerezza. Il nostro voto sulla mozione? Sarà uguale a quello della Lega», sorride. «Invece di affrontare le molte questioni che riguardano la nostra città ed elaborare proposte sensate, i nostri eroi della sinistra veneziana intendono rallentare i lavori del Consiglio Comunale per discutere del Caso “Cucchi», stigmatizza l’assessore Simone Venturini. Che non intende entrare nel merito del caso Colle.

Ci entra il M5s: «Visto che è stata ufficialmente disconosciuta dalla Lega, a chi si deve la presenza in giunta della Colle? – chiede Davide Scano – Vorremmo saperlo visto che la città ha un vicesindaco che ha detto una palese idiozia e va sulla stampa solo per le figuracce».

C.C.

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