Veneto

La Damiano rischia il tutto per tutto per il caso Giusto

In Comune tutti sanno da mesi che c’è un contenzioso in atto sulla possibile incompatibilità del consigliere leghista Giovanni Giusto ma ufficialmente è come se nulla fosse successo, ufficiosamente invece è uno degli argomenti che tiene banco e preoccupa nei corridoi di Ca’ Farsetti. Anche perché ha molteplici risvolti: la responsabilità personale di ogni consigliere che potrebbe rischiare una richiesta di risarcimento danni, e i rapporti tra il sindaco Luigi Brugnaro e la Lega Nord, che è in maggioranza ma rischia di non avere un rappresentante alla guida della città.

Da oltre quindici giorni, inoltre, in Municipio è arrivata una raccomandata che avverte del processo nato dalla denuncia di Marco Parrino, primo dei non eletti della Lega Nord alle amministrative del 2015, perché sia dichiarata la decadenza di Giovanni Giusto da consigliere comunale.

 

 

In base all’articolo 69 del Tuel, il Testo unico enti locali, entro dieci giorni dalla notifica si doveva convocare il Consiglio comunale per far votare i suoi componenti se a loro parere ci sia o meno tale incompatibilità, e questo a prescindere dall’esito del processo.
L’udienza è fissata per la settimana prossima e del Consiglio dedicato a questo argomento non c’è traccia. Se verrà convocato dopo la sentenza, i consiglieri voteranno sapendo già cos’hanno deciso i giudici, e quindi nessuno di loro, singolarmente, rischierà di vedersi chiedere i danni nel caso Parrino vincesse la causa e loro avessero votato a favore di Giusto. Parrino, però, potrebbe anche decidere di chiedere i danni alla presidente del Consiglio Ermelinda Damiano che non ha convocato l’assise.

Ma la presidente è forte del parere della segreteria generale del Comune e dell’Avvocatura secondo le quali l’articolo 69 del Tuel va letto diversamente dato che è una vicenda privata tra due individui e, quindi (anche secondo la Cassazione che si è occupata di vicende simili), Ca’ Farsetti non è coinvolta non avendo ricevuto notifica dell’udienza dal Tribunale. Di conseguenza il Consiglio comunale non va convocato. Tra i consiglieri non c’è tutta questa certezza e la stessa difesa di Parrino (è rappresentato dall’avvocato Jacopo Molina) è convinta che la raccomandata che avverte del processo è sufficiente a far scattare le norme del Tuel.

E la Lega? Nessuno del Carroccio parla ma ha già perso gli assessori che aveva (le tre al Commercio Rossana Pavan, Francesca Guzzon dimessasi in contrasto con Brugnaro per il ricorso al Tar contro il referendum sulla separazione tra Mestre e Venezia, e Francesca Da Villa sfiduciata dal Partito per non aver criticato la linea fucsia sul referendum); poi qualcuno credeva che la vicesindaco Luciana Colle fosse in quota Lega e invece è stato smentito. Alla Lega Nord rimane solo Giovanni Giusto ma anche lui è in bilico.

Rischia di andare a finire che uno dei due partiti al governo del Paese non ha un rappresentante alla guida di Venezia pur essendo uno dei principali sostenitori della maggioranza. Più di una volta la Lega Nord ha minacciato di andarsene e lasciare Brugnaro da solo, ora bisogna vedere come reagirà se perderà anche l’ultima bandierina.

E.C. 

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