Veneto

La Lega si astiene sulla Donazzan

L’ordine arriva dal governatore: sul caso Donazzan la Lega di Salvini e la lista Zaia hanno scelto l’astensione. Obtorto collo, tra mille riserve ma la regola è una sola: obbedire: Ergo: la mozione di censura oggi non verrà approvata, i 26 sì restano un miraggio. Salvo colpi di scena, finirà con 10 voti a favore, 5 contrari (FdI) e 35 astenuti. Insomma, cantare “Faccetta nera” a Radio 24 è una “leggerezza” da cartellino giallo, un’ammonizione senza nemmeno un giorno di panchina. Scalpitano i giovani colonnellli Villanova, Marcato e Finco, convinti che a palazzo Balbi il monocolore leghista sia la soluzione migliore per evitare brutte figure con alleati scomodi, nostalgici del duce.La decisione è maturata ieri dopo il vertice tra Zaia e i consiglieri regionali, che si tiene ogni lunedì. E conferma che nel pantheon ideologico della Lega, l’antifascismo non è di casa. In Veneto il 25 aprile si festeggia San Marco e i fans di Salvini non marciano con il tricolore dell’Anpi.

La storia

La storia della Liga poi porta dritta a Franco Rocchetta, all’indipendestismo della Nathion veneta in salsa catalana, fino all’assalto al campanile di San Marco, al commando del “tanko” stile Schutzen da operetta buffa. Con Rocchetta c’è sempre stato Gian Paolo Gobbo, storico leader di partito, sodale di Bossi, e sindaco di Treviso e poi Giancarlo Gentilini, sovranisti pre-Trump e Orban.Poi è arrivato Luca Zaia, padre del referendum sull’autonomia differenziata. Nel book di citazioni oltre all’invidia di Sallustio compare spesso Einaudi come federalista antelitteram.

Fascino della resistenza?

L’amore con la Resistenza sboccia 2 anni fa: Salvini va a Corleone sommerso dalle critiche dei partigiani e Zaia accoglie Mattarella a Vittorio Veneto con un discorso che lo accrediterà come un federalista rispettoso della prassi costituzionale e delle regole democratiche ristabilite con la lotta di Liberazione. A questi valori si è richiamata la comunità ebraica di Venezia: se un assessore canta Faccetta nera e rifiuta con sdegno Bella Ciao incrina l’immagine della Regione Veneto.

L’intervento di Lorenzoni

A questi valori si richiama Arturo Lorenzoni, che in una nota invita «Il presidente Zaia a prendere una posizione chiara in merito alle dichiarazioni di simpatia verso il regime fascista espresse da un suo assessore. Lui, e solo lui, ha la responsabilità del posizionamento politico della Giunta, composta da donne e uomini di sua fiducia. Non è minimizzando, o bollando le affermazioni di Donazzan come delle leggerezze, che tutto tornerà come prima. Perché dieci giorni fa, con quell’esplicito richiamo al Ventennio, si è creato un solco rispetto al quale non dobbiamo soprassedere. Auspico che ogni singolo consigliere non cada nel tranello dell’ambiguità», conclude Lorenzoni.

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