Veneto

L’auto finisce contro il platano, muore una ragazza di 18 anni

Uno schianto terribile, l’auto senza più controllo è finita contro un platano. Un residente che abita in via Valle, a Torretta di Legnago ha sentito un boato. Poi il silenzio. Diciotto anni, B.P. nata nel 2003 a Castelmassa, è morta sul colpo, era sul sedile del passeggero nella Peugeot 208 condotta da una sua amica. Lei è in gravissime condizioni, estratta dall’abitacolo dopo essere stata stabilizzata è stata trasferita in ospedale, è in condizioni disperate. Una serata d’estate terminata in tragedia: stando alle prime informazioni le due ragazze, entrambe del Comune rodigino, stavano andando verso Legnago. Percorrevano la Provinciale 46, una strada dritta che attraversa la campagna, una via senza particolari insidie e poco trafficata, costeggiata da un fossato a bordo del quale, ogni tanto, c’è un platano. In qualche punto l’asfalto è sconnesso ma non dove l’auto ha sbandato. Non c’erano altre auto in transito in quel momento, quando poco dopo le 21 la Peugeot è uscita di strada. Sarebbe quindi sarebbe da escludere che l’automobile possa essere stata urtata o toccata di striscio da un altro mezzo ma resta quella sbandata improvvisa e poi lo schianto. Senza nemmeno tentare di frenare: non vi sono segni sull’asfalto.

Le probabili cause

Non è escluso che la conducente abbia evitato un animale e sterzato all’improvviso finendo contro l’albero. Pochi metri e sarebbero finite fuori strada. Nel fossato. L’impatto è stato violentissimo, la passeggera è rimasta schiacciata tra la portiera e il tronco, la macchina deformata nella parte anteriore si è inclinata, il muso distrutto e nonostante l’air bag sia esploso la conducente ha riportato gravi traumi. A pochi metri c’è un agriturismo, l’allarme e la chiamata ai carabinieri di Legnago e al 118 è partita immediatamente. Sul posto anche i vigili del Fuoco del distaccamento di Legnago, che hanno affidato la giovane al personale medico. All’inizio il suo trasferimento al Mater Saluti di Legnago era l’ipotesi più probabile ma la gravità dei traumi hanno indotto i medici a portarla al Polo Confortini, in borgo Trento.

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