Veneto

Lega solo per emergenze

«Con le nostre idee e proposte, siamo pronti a sostenere un governo che affronti le grandi emergenze». Ecco, se Nicola Zingaretti usa il termine «emergenze» e non batte sul tasto delle «grandi riforme» un motivo c’è. La paura monta tra i dem, una paura che risale indietro nel tempo, a quando le circostanze avevano obbligato il partito a stare nel governo Monti con Berlusconi, finendo poi col perdere le elezioni 2013. Quindi malgrado le ottime intenzioni e la grande disponibilità, nessuno vuole ripetere il bis. Nicola Zingaretti non pone condizioni a Mario Draghi. Ma nel suo inner circle sono molti quelli che ritengono possibile stare nel governo con la Lega solo per un esecutivo di emergenza, con uno scopo ben preciso e a tempo determinato.

Tempo minimo un anno

Un tempo che può coincidere con l’elezione del successore di Mattarella, quindi un anno. Non a caso anche il segretario parla di «emergenze», pur senza spingersi oltre per garbo istituzionale. Al Comitato politico ieri hanno sollevato il problema Gianni Cuperlo e Goffredo Bettini. Il primo sostenendo che «possiamo fare questo governo ma se è a termine, con lo scopo di realizzare tre o quattro cose». Tra queste, il piano vaccini e il Recovery. Il secondo, dicendo che «non ci si può sottrarre, senza che diventi però la fine dei partiti in un abbraccio indistinto, ma un passaggio anche costituente per rinnovare il sistema: in vista del confronto tra il campo democratico e la destra». Un riferimento alla legge elettorale da cambiare. Ministri di peso a Forza ItaliaDunque un paletto robusto, che limita l’orizzonte del governo, in sintonia del resto con Salvini che ha chiesto un governo a tempo. Il Pd sa però che il Colle non gradisce polemiche sui perimetri del governo. E che nello stesso tempo ai piani alti delle istituzioni vedono bene la sottolineatura della natura europeista e molto connotata del governo. Tra i dem, galassia multi level, molti concordano che spingendo troppo sul «perimetro di governo da non allargare» si rischia di riportare Forza italia nelle braccia di Salvini. E che invece quando si sarà consolidato il governo, si potrà più facilmente attrarre Forza Italia «all’area Ursula» (quel misto di forze che votarono la fiducia alla presidente Ue). Specie quando Salvini cercherà di andare a elezioni anticipate.

La strategia dem

Nello stesso tempo, la spinta a schiacciare la Lega sulla sua conversione repentina punta a renderla «marginale politicamente e a ridurre il suo peso nel governo». Tanto che tra i Dem circola l’ipotesi che se tutti i partiti avranno due ministeri a testa, al Carroccio potrebbe esser destinato un ministero politico ed un tecnico di area. Con una valorizzazione in termini di peso dei ministeri verso Forza Italia, più che verso la Lega. Timori delle cancellerie Ue«Una compressione questa dovuta anche alla preoccupazione delle cancellerie europee per il profilo destabilizzante di Salvini», spiega un dirigente Dem. «Dovremo spiegare a Merkel e Macron l’ingresso della Lega, alleata con i loro principali avversari sovranisti», dice infatti Andrea Orlando. Tra ieri ed oggi Zingaretti ha fatto in modo di riunire tutti gli organismi dirigenti: Comitato politico, segretari regionali e sindaci, stasera la Direzione. Sono molte le preoccupazioni: la prima è che i grillini vengano gettati fuori dal governo dal voto su Rousseau, timore in realtà molto affievolito dalle uscite di Conte, Grillo e Di Maio pro Draghi. Il che porta a considerare come più realistica la possibilità che i grillini entrino, perdendo però per strada una ventina di deputati e una decina di senatori. Ma se M5S non entrasse nel governo, trascinerebbe con sé anche Leu e al Senato i numeri sarebbero molto stretti, rendendo il governo molto più debole. E sbilanciato troppo a destra, tanto che il Pd potrebbe ottenere in quel caso una sorta di «premialità» sui ministeri, slegata al suo peso numerico in Parlamento.

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close