Veneto

Locale di Padova travolto da recensioni negative. «Sono i No vax perché ospitiamo il ministro Speranza»

«Da alcuni giorni vedo recensioni negative su uno dei nostri importanti progetti di accoglienza e integrazione, il ristorante Strada Facendo. “Strano” penso perché il locale ha avuto sempre ottimi, anche troppo generosi, sostenitori. Per cui controllo: qual è il problema? Cibo, servizio, progetti sociali? No. Il fatto che il ministro Speranza sarà ospite di una festa che si tiene nei nostri spazi. Articolo Uno da anni è nostro ospite gradito, unica forza politica della città a schierarsi accanto a noi subito e pubblicamente, ogni volta che veniamo attaccati e denigrati». «Da anni organizza da noi la manifestazione “Pane e rose” , ma quest’anno c’è il ministro della salute e così sono proliferati profili falsi, recensioni denigratorie, prese di posizioni assurde contro il vaccino e il Green pass, che continuiamo a sostenere con forza».

L’attacco ai no vax

Don Luca Favarin il suo “Strada Facendo” l’ha pensato, studiato, ideato e organizzato come ristorante sì, ma etico, dove si mangia seduti intorno al mondo incontrando scampoli di valori universali. Si è fatto conoscere come giovane prete senza il perbenismo della parola e come pensatore dalle idee fiere. Anche in questa occasione, non si nasconde dietro giri di parole: «Il problema non sono le recensioni negative – spiega – quelle lasciano il tempo che trovano perché conosciamo la nostra offerta e i nostri clienti. Il problema sono gli stereotipi e i pregiudizi nei confronti del vaccino e del Green pass che stanno diventando un problema sociale».

Un problema politico

In altre parole l’obiettivo non è la cucina del ristorante di via Chiesanuova, ma il ministro Speranza, simbolo dei vaccini e del rigore della certificazione verde, che giovedì alle 18.30 inaugurerà la festa di Articolo Uno, in programma fino all’8 settembre. «Il solo timore che la presenza del ministro Speranza possa tradursi in ritorsioni contro di noi è un pensiero grave – continua don Luca – Noi non temiamo nulla, ma se fosse sarebbe tanto ridicolo quanto gravissimo. Il ministro fa il suo lavoro e le porte dei nostri locali sono aperte a tutti: se volessero venire delle forze di estrema destra, per dialogare in un contesto di immigrazione e povertà che si mette a servizio del lavoro, sarebbero benvenute. Il guaio è che non vengono».

Dagli applausi alle offese

Insomma, la questione è politica, non gastronomica: «Purtroppo – aggiunge don Luca – la gente attraverso internet indossa una maschera e sdogana gli istinti più bassi. I miei ragazzi sono tranquilli e sanno che queste cose fanno parte del gioco. Dispiace però sentirci disarmati di fronte a persone che fino a ieri ci battevano le mani e oggi ci denigrano». E questa è la consacrazione dell’integrazione, concreta e non predicata: «In nome della libertà di non vaccinarsi – chiosa don Luca – le persone hanno costruito e montato un’ideologia che sta danneggiando la società dal punto di vista sociale e sanitario. Non importa quante argomentazioni scientifiche tu possa portare, cadranno nell’acqua».

Nessuna paura delle recensioni ma dell’ideologia sbagliata

« E dunque ripeto ancora una volta: il problema non sono le recensioni, che danno fastidio ma passano, il problema è che abbiamo un’emergenza sanitaria ma c’è chi la nega in nome di teorie assurde che non stanno in piedi. Voglio dirlo con assoluta chiarezza: appoggiamo vaccini e Green pass che si scrivono sicurezza per tutti ma si leggono anche rispetto di tutti. Chi li nega ha dei deficit cognitivi e non capisce la gravità della situazione: dire no al vaccino e al Green pass significa mettere a repentaglio gli sforzi di due anni».

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