Veneto

Lorenzoni al gruppo misto

Fra oggi e domani saranno definiti i capigruppo dell’undicesima legislatura a Palazzo Ferro Fini. Ieri sono infatti terminate le iscrizioni alle diverse formazioni da parte dei 49 consiglieri regionali, oltre che del presidente eletto Luca Zaia e del secondo arrivato Arturo Lorenzoni. La sorpresa è che quest’ultimo, almeno per ora, non fa parte della squadra Il Veneto che vogliamo, che pure aveva sostenuto la sua candidatura ancora prima di stringere l’alleanza con il Partito Democratico, Europa Verde e le altre forze di centrosinistra: al momento il futuro portavoce dell’opposizione è infatti al Misto, dove peraltro si trova in minoranza, trovandosi a coabitare con gli zaiani Stefano Valdegamberi e Fabiano Barbisan.

La strategia

Com’era già successo nello scorso quinquennio, difatti, la maggioranza ha deciso di replicare la strategia di posizionare due esponenti della galassia zaian-leghista nel Misto, così da guadagnare un altro presidente di gruppo (con tutta probabilità il cimbro Valdegamberi, forte delle 11.422 preferenze ottenute in provincia di Verona) e tenere a bada eventuali oppositori che si trovassero eventualmente privi di una casa politica. A condividere con i due tesserati della Lega spazi e personale, perciò, sarà il grande avversario di Zaia, il quale spiega di non aver ancora deciso. Prima di scegliere se aderire definitivamente al gruppo Misto, o optare per Il Veneto che vogliamo, o magari per il Pd, oppure per i Verdi, o paradossalmente addirittura per la Lega, Lorenzoni attende di parlare con Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale. Il docente universitario, quindi, per il momento è ancora in una sorta di limbo perché non ha ancora sciolto le riserve sul suo futuro politico in laguna. «La verità – spiega – è che non ho dato ancora alcuna indicazione. Infatti, ho restituito in bianco il foglio su cui avrei dovuto mettere nero su bianco la mia volontà e ora sono in attesa di essere convocato da Ciambetti». 

La convocazione

Convocazione che poi è arrivata per domani: Valdegamberi, Barbisan e Lorenzoni, quali aderenti al Misto, sono attesi per comunicare il loro capogruppo. Una cosa, però, è certa e cioè che per il momento l’ex vicesindaco di Padova non è confluito nella squadra del Veneto che vogliamo, il movimento che lo aveva sostenuto durante la campagna elettorale nella sfida contro la corazzata di Zaia, e del quale fa parte pure Elena Ostanel, l’altro consigliere del centrosinistra eletto nella città del Santo.

Lorenzoni

«Confermo che è così – aggiunge Lorenzoni – perché adesso voglio valutare con attenzione se entrare nel gruppo Misto, oppure no. Diciamo che ho preso tempo». E poi spiega i motivi per cui si riserva di riflettere per qualche altro giorno. «Per la verità sto aspettando di capire quale sarà la configurazione di tutti i gruppi, perché devo tenere conto del fatto che io sono il portavoce delle minoranze e che quindi devo rappresentarle tutte. Questo ruolo intendo esercitarlo nel migliore dei modi. E quindi credo che in questo momento la cosa migliore sia prendere una decisione ponderata». Pure l’asse zaian-leghista sta temporeggiando per ufficializzare i nomi di capigruppo e speaker, mentre sembrano confermate le indicazioni di Giacomo Possamai per il Pd, Raffaele Speranzon per Fdi ed Elisa Venturini per Fi.

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