Veneto

Manuel Bortuzzo, svolta nelle indagini

I colpevoli

Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, sono stati loro a sparare e a colpire, per sbaglio, Manuel Bortuzzo, diciannovenne nuotatore trevigiano rimasto paralizzato a causa di una lesione midollare completa. Entrambi residenti ad Acilia, periferia di Roma profondamente segnata dalla presenza devastante della criminalità organizzata e stretta nella morsa dei casalesi (ma non solo), uno dei più potenti clan camorristici originario della provincia di Caserta e che ha ormai colonizzato intere regioni, da Nord a Sud Italia.

La confessione

I due, già noti alle forze dell’ordine, si sono presentati in Questura, a Roma, nella serata di mercoledì 6 febbraio, accompagnati dal legale e hanno confessato di essere stati loro a sparare diversi colpi di arma da fuoco quella maledetta sera di sabato 2 febbraio 2019 in piazza Eschilo. Stando alle segnalazioni di un testimone, la stessa sera due individui a bordo di uno scooter sarebbero stati visti gettare qualcosa in un prato poco distante da piazza Eschilo, dove è stato colpito (per sbaglio) Manuel. Una calibro 38 l’arma rinvenuta nei campi e che sarebbe stata utilizzata dai due nella notte di sabato.

Il fatto

Dopo una discussione tra due gruppi iniziata in un pub e proseguita fuori dal locale all’Axa, zona di spaccio dei due confessori e protagonisti della rissa, la tragedia: Manuel sarebbe stato raggiunto da un colpo di pistola mentre, assieme alla sua fidanzata, acquista un pacchetto di sigarette da un distributore automatico lì presente. Pare infatti che l’obiettivo di Marinelli e Bazzano, rispettivamente 24 e 25 anni, fosse un ragazzo coinvolto nello scontro tra i due gruppi, ma non Manuel. Comunque, i due un obiettivo lo avevano.

Un profilo (comune) dei due criminali

Sulla loro pelle pistole e frasi come “Tutto passa” tatuate, a identificare i due “coatti” che miravano attraverso quel “look”, ormai divenuto identificativo degli appartenenti alla criminalità capitolina (vistosi tatuaggi, tagli di capelli e barba precisi e curati, spiccanti orologi, anelli e pendenti religiosi) che ne demarcano l’appartenenza, a incutere timore. E proprio il taglio di capelli “particolare” di uno dei due a bordo dello scooter sarebbe stato uno degli elementi segnalati dal testimone alla polizia.

L’epilogo

“Siamo distrutti”,  hanno dichiarato ai microfoni tramite il difensore di uno dei due Alessandro De Federicis. L’arma, sempre stando alle loro dichiarazioni, l’avrebbero rinvenuta tempo fa in un campo e a sparare sarebbe stato Marinelli. Trasferiti in carcere, i due sono accusati di tentato omicidio (con l’aggravante dei futili motivi) e porto abusivo d’arma.

Nico Parente

 

 

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