Veneto

Matteo Salvini: «In Veneto non serve campagna elettorale, parlano i fatti»

Sono accorsi in più di tremila e cinquecento sostenitori per fare sentire il sostegno al leader del partito, Matteo Salvini. Con lui tutta la leadership del partito, in primis Luca Zaia. Non è stato quello che ci si aspetta in questi casi, con gli interventi di filato uno dietro l’altro, ma invece si è scelta una formula tipo talk show in cui si è molto parlato delle Olimpiadi di Milano e Cortina e di turismo. Insomma, non è l’apertura della campagna elettorale per le Regionali. «Non c’è bisogno di dare vita a nessuna campagna elettorale. Qui parlano i fatti». Insomma, il fatto di non sapere neppure chi sarà lo sfidante di Zaia di certo non stimola il dibattito. Poi ha parlato dei possibili processi. «Non ho paura di andare a processo. Sono l’unico che ci va a testa alta, ma ci va».

Matteo e il Veneto

Nello specifico, sul fronte delle Regionali, Salvini ha fatto capire che anche se sarà il diretto interessato a sciogliere le riserve, Zaia quindi, c’è comunque la più che ottimismo. «La sinistra può candidare pure Mago Merlino – ha detto Salvini – ma non credo che avrebbe lo stesso delle possibilità. In Veneto quindi mi vedrete poco. Ci sono regioni in cui c’è da molto più lavoro da fare». Poi qualche battuta sulle Sardine che, ha sarcasticamente evidenziato, «contestano l’opposizione, un caso più unico che raro». 

L’appoggio da chi non ti aspetti

Durante uno degli interventi di Salvini si è sentita fortissima dal pubblico una voce di incitamento a Salvini pronunciata con un accento che tradisce estera provenienza. All’uscita c’è Bill. Un po’ americano, un po’ nigeriano e un po’ senegalese. «Sono trentuno anni che sono in Italia – racconta Bill all’inizio un po’ diffidente – mia figlia è nata qui». Sei dalla parte di Salvini anche quando si parla di immigrazione? «Tutti questi morti in mare  – spiega molto chiaramente il suo punto di vista – non si possono più accettare. Bisogna fermare questo massacro. Tutte queste madri che piangono i loro figli. Basta, non si può andare avanti così. Chi ha diritto entra e chi non lo ha resta fuori. Ci vogliono regole precise». E chi l’avrebbe mai detto?

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche

Close
Back to top button
Close
Close