Veneto

Natale al chiuso

Per milioni di italiani e per i governatori regionali è una doccia gelata: dal 21 dicembre al 7 gennaio non potranno viaggiare tra regioni, anche se gialle, e tra comuni: chiusi i confini, tranne che per tornare nelle proprie residenze (si discute se anche nei propri domicili) e chiuse le seconde case, che non siano nella stessa regione dove si risiede. Il governo ha varato stanotte un decreto legge ribattezzato «Decreto Natale», che contiene la cornice per il nuovo Dpcm: sarà firmato oggi dal premier Giuseppe Conte dopo un confronto con le Regioni che si preannuncia difficile.

La reazione di Toti

«Con i comuni chiusi non si potrà fare niente», si infuria Giovanni Toti. Un decreto che allunga da 30 a 50 giorni la scadenza dei Dpcm e vieta i viaggi infra regionali. Con deroghe ancora da definire, per poter raggiungere genitori soli e malati, ma non per un liberi tutti «che permetta a 10 milioni di italiani di spostarsi per andare dai parenti», spiega il ministro Boccia. Duro nello sconfessare anche l’ordinanza «autonomista» della Valle D’Aosta, che vuole disobbedire al governo specie sulle piste da sci. In consiglio dei ministri si è discusso del nuovo Dpcm fino a notte fonda: possiamo consentire a chi non è residente di andare a trovare i propri genitori o congiunti a Natale? Lotta all’ultima virgola, con il premier alla ricerca di una mediazione (genitori sì, ma non i nonni); e il trio di ministri Francesco Boccia, Roberto Speranza e Dario Franceschini attestati sul no a tutto.

Braccio di ferro

Un braccio di ferro su tanti nodi, ristoranti, alberghi, cene e pranzi di Natale, in cui i possibilisti, renziani e governatori come Giovanni Toti, si sono fatti scudo dei numeri in miglioramento. Verso un’Italia in gialloIeri oltre 20 mila nuovi casi, con 207 mila tamponi e un rapporto tra test e positivi fermo al 10%. Ma con 684 nuovi decessi. Il dato che per gli scienziati è l’ultimo a scendere. Ma sul fronte terapie intensive, nuovi malati e indice di contagio Rt la situazione migliora: al punto che il governo spera che a Natale tutte le regioni siano in zona gialla. Ma questo non risolve i nodi, anzi, forse li complica alla vigilia delle festività. Di qui il timore espresso da Speranza in aula al Senato.

«Vediamo la luce in fondo al tunnel. Attenzione a non scambiare un primo raggio di sole con uno scampato pericolo, l’onda resta alta». Per questo lo scontro è stato aspro per tutto il giorno: e ha costretto Speranza, spalleggiato da Franceschini, ad una litigata a suon di urla con il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci. Che in tandem con il capogruppo renziano Davide Faraone, caldeggiava la possibilità di spostarsi tra Comuni e di evitare che i ristoranti negli hotel restino chiusi il 31 dicembre con soli servizi in camera. Risultato, Italia Viva sbandiera di aver ottenuto l’apertura dei ristoranti il 25, 26 e capodanno. Ma il resto non si tocca. Speranza resiste al pressing, una vera e propria guerra di nervi.

Zingaretti

Scende in campo anche Nicola Zingaretti, per sconfessare l’uscita di Marcucci, non in linea col Pd ma piuttosto con Renzi. «Errare è umano, perseverare è diabolico», dice il leader Dem per ribadire la posizione di «massimo rigore». La tensione con Marcucci e Faraone sale al punto che i capigruppo di maggioranza al Senato non firmano una risoluzione di sostegno alle parole del ministro della Salute in aula sul Dpcm e i vaccini. In serata, da Lilli Gruber, la sottosegretaria Sandra Zampa spiega che due fidanzati possono ricongiungersi a Natale solo «se abitano in regioni gialle e partono prima del 20 dicembre, non potranno farlo dopo». E spostarsi in un’altra regione per raggiungere un genitore anziano se la regione è gialla? «Dal 20 ci sarà il divieto, ma magari un genitore solo che ha bisogno della presenza del figlio si può raggiungere, con una autodichiarazione che indichi le ragioni di necessità».

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