Veneto

Nel Veneto in giallo scuole sotto controllo

Dopo l’ordinanza giallo plus di Luca Zaia. Dopo l’arancione alternato al rosso nelle festività. Dopo le “finestre di libertà” e la riclassificazione di gennaio in tinta arancio. Dopo tutto, oggi il Veneto si riscopre giallo tout court e riassapora il clima di virtuale ritorno alla normalità che mancava dal 12 novembre. Un sospiro di sollievo per molti, a cominciare dalle categorie economiche più colpite dai divieti e dagli studenti costretti alla didattica a distanza; un motivo d’ansia per quanti temono il riaccendersi di un contagio crollato (Rt 0.61, incidenza percentuale di positivi sui test eseguiti pari al 2,78%) alla soglia minima nella mappa epidemiologica nazionale.

La mobilità

scuola gambarare

Il primo effetto investe la mobilità, non più ristretta ai confini comunali ma estesa (e circoscritta, almeno fino al 15 febbraio) all’intero territorio regionale; e se permane il coprifuoco dalle ore 22 alle 5, ora è consentita una visita quotidiana a parenti e amici (due adulti al massimo, più minori e persone non autosufficienti al seguito). Boccata d’ossigeno per bar e ristoranti: è ripristinato il consumo di cibi e bevande al tavolo (con un massimo di quattro commensali) fino alle 18 mentre l’asporto di cucina è permesso entro le dieci di sera; consegne a domicilio senza limiti orari. Via libera generalizzata ai negozi, salvo la chiusura nel week end riservata ai centri commerciali. Non solo gozzoviglie e shopping: dal lunedì al venerdì riaprono i musei e le mostre, alfieri di un circuito culturale in grave sofferenza. Finalmente, i 213 mila ragazzi delle superiori rientrano in classe, sia pure al 50% (a rotazione) per tre settimane, con l’obiettivo di estendere progressivamente le lezioni in presenza al 75% della popolazione studentesca. Nulla cambia, per cinema, teatri, fitness, discoteche, spettacoli viaggianti, i grandi dimenticati nella lunga pandemia.

Zaia invita alla calma

C’è preoccupazione, si diceva, tra quanti lavorano alla prevenzione e al contrasto del Covid: «Non è un liberi tutti, il virus ci ha abituato a cambi repentini, se trascuriamo le regole di sicurezza i sacrifici compiuti finora saranno vanificati», ammonisce il governatore, ossessivo nel predicare l’uso costante della mascherina, l’igienizzazione frequente, il rispetto del distanziamento sociale. Qua e là, nel Paese, si segnalano già assembramenti – in particolare nei luoghi serali e notturni di ritrovo giovanile – e la circostanza induce la sanità regionale a monitorare con estrema attenzione il riavvio. A partire da stamani, 224 steward orienteranno l’accesso degli studenti pendolari (sono stimati in 170 mila) al trasporto pubblico, rinforzato con 683 bus a capienza dimezzata, e negli istituti superiori è già in vigore il nuovo protocollo del dipartimento prevenzione. Nel caso di un positivo in aula, tamponi immediati a ragazzi e docenti senza ricorrere all’isolamento dell’intera classe, previsto invece in presenza di più contagi. Che altro? Val la pena di rammentare che l’approdo sospirato alla zona gialla di rischio moderato non è un traguardo definitivo; allentate le restrizioni, l’andamento nostrano sarà del coronavirus sarà monitorato dall’Istituto superiore di sanità che tra due settimane procederà alla riclassificazione canonica, confermando o inasprendo le misure odierne. Senza trattative né sconti.

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close