Veneto

Nella sanità in mille non vaccinati

Ora gli elenchi sono nelle mani delle due Usl veneziane. Sono stati trasmessi venerdì dalla Regione a tutte le aziende sanitarie venete le liste degli operatori sanitari che hanno rifiutato il vaccino. Tra le sette province, tra dipendenti e convenzionati, sono 8.600. Poco meno di uno su venti, nel totale dei 180 mila contemplati dalla platea destinataria. Più di un migliaio sono solo nel Veneziano. Ma il dato non considera quanti lavorano nel privato non convenzionato, negli studi professionali e nelle farmacie.

Chi e perché

I sanitari non vaccinati per la stragrande maggioranza – 7.200 in tutta la Regione, oltre l’80% – sono operatori socio-sanitari e infermieri. I dirigenti medici che hanno rifiutato il vaccino sono un centinaio abbondante nel Veneziano e 950 in tutto il Veneto. E poi ci sono quanti operano nelle strutture convenzionate: 460 tra le sette province. Oltre a questo, vanno considerate le qualche centinaia di operatori che, negli ultimi giorni, sono corse a vaccinarsi, temendo la sanzione: il demansionamento (con stipendio ridotto) o la sospensione dal servizio (senza stipendio) fino al 31 dicembre 2021. Salvo, naturalmente, che il rifiuto sia giustificato. Come ha precisato più volte il direttore generale dell’Usl 3 Edgardo Contato, a dire “No” al vaccino non sono solo sanitari “No vax” ma anche «operatori in passato positivi, altri in gravidanza, allattamento o sotto specifiche terapie».

Cinque giorni

Fatto sta che, da venerdì, scattano i cinque giorni entro cui i sanitari dovranno motivare il rifiuto o dimostrare di avere prenotato la seduta. «Abbiamo scritto a tutti i nostri dipendenti, invitandoli a vaccinarsi. Ora andiamo avanti secondo quanto previsto dal decreto, offrendo questa possibilità a quanti finora hanno rifiutato la dose. I sanitari hanno 5 giorni per dare riscontro, poi ci comporteremo secondo il decreto». L’Usl 4, ad esempio, ha attivato nel portale della regione le prenotazioni per i sanitari. A proposito di vaccinazioni, lunedì faranno il loro esordio i vaccini monodose di Johnson & Johnson, da somministrare agli anziani tra i 70 e i 79 anni. «Inizieremo a usarli nei nostri centri, compreso il PalaExpo», spiega Vittorio Selle, direttore del Sisp dell’Usl 3, «e poi forniremo una quota ai medici di famiglia e ai distretti, per le vaccinazioni sulle isole, più complesse da raggiungere. Questi vaccini hanno il pregio di essere monodose, aspetto che agevola l’organizzazione». Intanto le vaccinazioni tra gli ultra settantenni hanno ingranato la quinta. L’obiettivo, per iniziare con la coorte successiva, è la copertura dell’80%. Traguardo a un passo dall’essere raggiunto. «Hanno già ricevuto la prima dose 42 mila ultra settantenni su 70 mila (il 60%)», spiega Selle. E altri 14 mila hanno prenotato la seduta.

Dove

Alcuni saranno vaccinati negli hub dell’Usl 3, altri dai medici di famiglia. Oggi, inoltre, il programma dell’azienda sanitaria si arricchirà di un nuovo tassello, con l’apertura del drive in a Mira, in prossimità della porta ovest della stazione. «Inizieremo con un centinaio di persone, per testare flussi e logistica», spiega Selle. «Tra oggi e domani vaccineremo 800 fragili solo al PalaExpo e ogni giorno ci manteniamo su una media di circa 3.500 vaccinazioni complessive. Sabato prossimo vorremmo fare 7 mila iniezioni». Intanto ieri nel Veneziano si sono contati 132 contagi e quattro decessi. Arretra lievemente il numero dei positivi, sceso a 3.374.

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